Le prime indicazioni sulla morte di Joshua Di Carlo, il 23enne trovato morto nel carcere di Ascoli Piceno martedì scorso, potrebbero arrivare lunedì 2 marzo, quando si svolgerà l’autopsia disposta dal pm Mara Flaiani.
Il 118, intervenuto dopo la segnalazione della Polizia penitenziaria, ha certificato che la morte è avvenuta in seguito ad un arresto cardiocircolatorio. Un cocktail di farmaci la prima ipotesi. Una tesi che però non ha convinto il medico legale Massimo Seminati dopo la prima ricognizione cadaverica.
Lunedì mattina la Procura di Ascoli Piceno conferirà l’incarico al medico legale. Successivamente l’esame all’Ospedale Mazzoni, che potrà fornire elementi utili per le indagini. All’autopsia sarà presente anche il medico legale Paolo Scarano, consulente scelto dagli avvocati difensori della famiglia Silvio Tolesino e Valentina Puca.
Sospetti sui segni notati dai familiari sul corpo di Joshua e sulle lettere scritte dal ragazzo in carcere, dalle quali emerge il malessere per il regime di detenzione. Lettere che per gli avvocati Tolesino e Puca sarebbero molto rilevanti, al punto da essere allegate alla documentazione prodotta.
Presentate anche due denunce, la prima dei fratelli della vittima e presentata ai Carabinieri di Toro, la seconda dell’avvocato Tolesino.
Dopo l’autopsia la salma di Joshua Di Carlo sarà riconsegnata alla famiglia, attorno alla quale la comunità di Campodipietra si è stretta in un dolore collettivo. Organizzate in paese due raccolte fondi, la prima per il ritorno della salma e la seconda per i funerali. L’amministrazione comunale intanto ha messo a disposizione un loculo per la sepoltura del ragazzo.

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