In attesa delle risultanze dell’autopsia disposta dalla Procura e dei riscontri degli accertamenti condotti in queste ore dalla Squadra mobile di Campobasso sulla neonata morta al Cardarelli, prosegue anche il lavoro di verifica dell’azienda sanitaria regionale sulla tragedia che si è consumata giovedì mattina all’ospedale del capoluogo.
È previsto per la giornata oggi l’audit disposto dalla direzione strategica e affidato all’unità di Risk management. Come l’inchiesta aperta dalla magistratura, anche questo un atto dovuto e previsto della normativa sanitaria quando si registra un evento del genere. Saranno esaminati i protocolli seguiti dai professionisti presenti al momento del parto e ripercorsi tutti i passaggi di una vicenda che ha provato molto anche gli operatori sanitari.
La madre, stando a quanto è trapelato, si è presentata in ospedale alla 41esima settimana di gravidanza, dopo la rottura delle acque. Dal Pronto soccorso è stata immediatamente trasferita in Ostetricia e condotta in sala parto. A fronte di una situazione che si sarebbe rapidamente complicata, l’équipe sanitaria ha disposto un cesareo d’urgenza.
Secondo le prime informazioni fornite dai sanitari, la bambina sarebbe nata senza segni vitali, senza mai emettere un battito cardiaco, nonostante i tentativi di rianimazione messi in atto subito dopo l’estrazione. Un dato che contrasta con alcune versioni circolate nelle ore successive sui social e su alcune piattaforme online, dove si è parlato di una bimba nata viva e deceduta successivamente. Ricostruzioni che, allo stato, non trovano conferma ufficiale e che però hanno contribuito ad alimentare un clima di forte tensione e accuse anticipate.
I genitori della piccola hanno presentato denuncia, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Parallelamente, anche i medici coinvolti hanno sollecitato l’attivazione degli accertamenti necessari per chiarire le cause del decesso, nella consapevolezza che solo l’analisi tecnica potrà stabilire se la gestione del travaglio e del parto sia stata corretta sotto ogni profilo.
La Squadra Mobile di Campobasso, diretta da Marco Graziano, ha informato la Procura della Repubblica di Campobasso, che ha aperto un fascicolo d’indagine. Nell’ambito degli accertamenti, gli investigatori hanno sequestrato la cartella clinica della madre e della neonata, passaggio indispensabile per ricostruire in modo puntuale le fasi precedenti al parto, il travaglio e le decisioni cliniche assunte.
Tre medici sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. Si tratta, come previsto dalla prassi in casi di questo tipo, di un atto dovuto, finalizzato a consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici irripetibili e a garantire il diritto di difesa di tutti i soggetti coinvolti.
L’Asrem ha solo confermato che è stato disposto il riscontro diagnostico per accertare con precisione cause e tempi del decesso, precisando in una brevissima nota che non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni nel rispetto del dolore della famiglia e delle indagini in corso. L’esame autoptico sul corpo della neonata dovrebbe svolgersi in settimana.
Spetta alla magistratura stabilire se tutto sia stato fatto correttamente, se vi siano state criticità e, soprattutto, quando e perché quella vita si sia fermata. Solo allora sarà possibile parlare di responsabilità.
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