La morsa della malavita foggiana non allenta sul basso Molise. La comunità a Montenero di Bisaccia si è svegliata alle 2.20 di ieri con due boati secchi, ravvicinati, che hanno squarciato il silenzio compatto della notte. Un’esplosione in pieno centro, in via Beato Matteo, ha distrutto il Postamat dell’ufficio postale, colpito con la tecnica della “marmotta”, l’ordigno inserito nella fessura dello sportello automatico e fatto detonare per scardinarlo dall’interno. In pochi istanti il cuore del paese è stato trasformato in uno scenario di devastazione: detriti sparsi per oltre dieci metri, frammenti metallici conficcati nell’asfalto, la parete dell’edificio sventrata. Subito dopo le esplosioni, il suono dell’allarme che rompe il silenzio e il rombo di un’auto in fuga, un’Alfa Romeo vista allontanarsi a tutta velocità secondo le testimonianze raccolte. Un’azione rapida, eseguita in pochi minuti, con modalità ormai tristemente note nel Basso Molise. Quando i primi residenti si sono affacciati alle finestre, la scena era già definita: polvere nell’aria, vetri infranti, il vano dell’Atm ridotto a una nicchia vuota. All’interno dell’ufficio postale la devastazione è totale: controsoffitti lesionati, pareti compromesse, uffici del personale invasi dai detriti, l’area aperta al pubblico resa impraticabile. Il bottino è ancora in fase di quantificazione, ma appare già evidente che i danni strutturali superano di gran lunga la somma eventualmente sottratta. I Carabinieri sono intervenuti immediatamente con una pattuglia proveniente da Guglionesi, che aveva effettuato un passaggio in paese intorno all’1.30, meno di un’ora prima dell’assalto. Le telecamere di sorveglianza esterne hanno ripreso l’intera azione e le immagini sono ora al vaglio degli investigatori, chiamati a ricostruire con precisione movimenti e direttrici di fuga. L’onda d’urto ha raggiunto anche l’edificio scolastico adiacente, la Scuola Primaria di Piazza della Libertà: alcune finestre della Sala Atelier e della Sala Consiliare hanno avuto i vetri infranti, ma le verifiche strutturali non hanno evidenziato danni portanti all’immobile. A seguito dell’atto criminoso e degli eventi che si sono susseguiti nella mattinata, il sindaco Simona Contucci ha riferito pubblicamente i dettagli della vicenda, descrivendo una mattinata “piuttosto convulsa” a causa dell’esplosione in pieno centro del punto di prelievo Postamat. La prima rassicurazione riguarda l’assenza di feriti: nessuna persona è rimasta coinvolta nell’esplosione e la verifica dei danni strutturali all’edificio scolastico non ha evidenziato criticità. I danni più significativi hanno interessato i vetri della Sala Atelier e della Sala Consiliare. Dopo un sopralluogo congiunto dell’Ufficio Tecnico comunale e dei Vigili del Fuoco, è emersa l’esigenza di interdire temporaneamente l’accesso a questi due locali fino al ripristino degli infissi; il materiale necessario è già stato ordinato per consentire il ritorno alla piena disponibilità in tempi rapidi. Pochi minuti prima delle 8 i Vigili del Fuoco hanno contattato gli artificieri per escludere la presenza di ulteriore materiale esplosivo all’interno dell’ufficio postale: un passaggio obbligato che ha comportato un ritardo nell’ingresso in classe dei bambini. Il sindaco ha chiesto scusa per il momentaneo disagio, sottolineando che ogni scelta è stata compiuta esclusivamente per garantire l’incolumità degli studenti. Un ringraziamento esplicito è stato rivolto alle insegnanti, al personale della Scuola Primaria e alle assistenti della Cooperativa Ares che accompagnano i ragazzi sugli scuolabus, per aver gestito con prontezza e professionalità una situazione durata circa quaranta minuti. Per consentire l’intervento degli artificieri e delle Forze dell’Ordine impegnate nei rilievi, è stato interdetto temporaneamente al traffico il tratto di via Valentina antistante la sede delle Poste, oltre a una parte di via Beato Matteo; entrambe le arterie sono state riaperte nel corso della mattinata. Il primo cittadino ha ringraziato i Vigili del Fuoco per l’attenzione e lo scrupolo nelle procedure di messa in sicurezza e i Carabinieri della locale Stazione e del Comando Superiore di Termoli, esprimendo fiducia nelle indagini e sottolineando come durante i sopralluoghi fossero palpabili la massima attenzione e la cura al minimo dettaglio. Fin dalle prime ore successive all’esplosione è stata avviata un’interlocuzione con Poste Italiane, i cui rappresentanti si sono resi disponibili a individuare soluzioni in tempi ragionevoli. Nell’immediato i servizi postali saranno garantiti in un paese limitrofo, mentre sono in valutazione soluzioni transitorie fino al completo ripristino dell’ufficio devastato. L’Amministrazione comunale ha offerto la disponibilità di alcune stanze comunali, ma l’opzione al momento risulta impraticabile per problematiche tecniche interne all’azienda. Il sindaco ha concluso ringraziando la cittadinanza per la comprensione dimostrata, evidenziando che i disagi registrati nella mattinata sono stati il prezzo inevitabile di procedure di controllo e messa in sicurezza necessarie, soprattutto per tutelare i bambini. L’episodio si inserisce in un contesto più ampio: solo tre giorni prima un altro sportello era stato fatto esplodere a Guglionesi e a dicembre 2024 Montenero era già stata teatro di un assalto analogo. Nel giro di poche ore il Basso Molise ha registrato due esplosioni, confermando un’escalation che non può più essere considerata episodica. Il segretario regionale di Sinistra Italiana, Vincenzo Notarangelo, ha parlato di ennesimo attacco a un territorio sempre più vulnerabile, richiamando la necessità di iniziative strutturali per rafforzare i presidi di sicurezza. Le dichiarazioni si intrecciano con quelle del senatore Luigi Della Porta sul potenziamento del Commissariato di Termoli entro l’estate, ma la sequenza degli eventi dimostra che la criminalità non segue il calendario turistico. Montenero si è ritrovata con il rumore ancora nelle orecchie e la polvere negli occhi: pensionati preoccupati per il ritiro delle somme, genitori in attesa di certezze sulla ripresa regolare delle lezioni, commercianti inquieti di fronte a una dinamica che si ripete. Non è soltanto un fatto di cronaca nera, ma un elemento che incide sulla percezione collettiva della sicurezza. Ogni esplosione erode fiducia, ogni vetro infranto diventa simbolo di una fragilità più ampia. La risposta operativa è stata tempestiva, la macchina amministrativa ha reagito con prontezza, ma resta la necessità di una strategia coordinata e permanente per prevenire nuovi assalti: videosorveglianza integrata, controllo delle arterie di fuga, pattugliamenti mirati, cooperazione interprovinciale. All’alba, davanti all’ufficio postale devastato, si sono fermati in molti. La nicchia vuota dove c’era il Postamat è l’immagine concreta di una ferita aperta nel centro del paese. Due boati nella notte non sono soltanto un episodio isolato: sono un segnale che interpella istituzioni e comunità. E Montenero di Bisaccia, oggi, chiede risposte che vadano oltre l’emergenza.

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