Il Corso Nazionale pieno, le famiglie a passeggio, i bambini con gli occhi rivolti verso quei palloncini colorati che da anni fanno parte del paesaggio umano della città. Poi, all’improvviso, la scena si spezza. Un pugno, la caduta, il silenzio che si trasforma in paura. La tarda serata di sabato si è chiusa così, con l’ennesimo episodio di violenza nel cuore di Termoli. A farne le spese è stato un uomo di 52 anni, conosciuto da tutti come il “clown del Corso”, presenza abituale tra giochi, animazioni e sorrisi dedicati ai più piccoli. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe scaturita per un motivo banale, quasi assurdo: uno sguardo ritenuto di troppo. Da lì la reazione violenta di un giovane, che lo avrebbe colpito con un pugno in pieno volto. L’uomo è crollato all’indietro, battendo violentemente la testa sull’asfalto. Una dinamica che ha immediatamente fatto temere il peggio. In pochi secondi attorno a lui si è formato un cerchio di persone, tra incredulità e tensione. «Era incosciente, ha preso un brutto colpo», racconta chi è intervenuto per primo nei soccorsi. «C’era anche una dottoressa, lo abbiamo stabilizzato come potevamo». Determinante l’intervento immediato di alcuni presenti, che hanno attivato i soccorsi e prestato le prime cure in attesa dell’ambulanza. «Ho chiamato il 112 alle 22.42», riferisce uno dei testimoni. «Abbiamo fatto il possibile per tenerlo stabile fino all’arrivo del 118, poi ho dato una mano anche a caricarlo sulla barella». Sul posto è arrivato il personale del 118 Molise, che ha preso in carico il 52enne e lo ha trasportato d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale San Timoteo. I medici hanno riscontrato una frattura allo zigomo e diverse contusioni, conseguenze dirette della violenza subita e della caduta. Le sue condizioni, pur serie, non sarebbero tali da far temere per la vita. Nel frattempo, i Carabinieri della Compagnia di Termoli hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione l’accaduto e identificare l’aggressore, anche attraverso le testimonianze raccolte tra le decine di persone presenti. Un episodio che riapre con forza il tema della sicurezza nel centro cittadino, soprattutto nelle ore serali del fine settimana, quando il Corso si trasforma in un punto di ritrovo affollato e, sempre più spesso, teatro di tensioni. Ma a rendere ancora più complesso il quadro è il dibattito che si è acceso sui social nelle ore successive. Accanto alla solidarietà per la vittima, sono emerse anche voci critiche, che invitano a non fermarsi a una lettura univoca dell’accaduto. «Fare i buonisti sempre e a prescindere non va bene», scrive una cittadina. «Quest’uomo non è proprio un santo, soprattutto quando beve. A mia figlia e a una sua amica è successo che si avvicinasse in modo insistente». E ancora: «Non tutti reagiamo allo stesso modo. Magari quel ragazzo, nel giusto o nello sbagliato, avrà avuto un motivo». Parole che non giustificano la violenza, ma che restituiscono il clima teso e frammentato che si respira in città, dove ogni episodio finisce per diventare terreno di scontro tra percezioni, esperienze personali e giudizi. Resta, però, un dato incontestabile: un uomo è stato colpito e lasciato a terra privo di sensi, in mezzo alla strada, davanti a decine di persone. E ancora una volta la normalità di una serata qualunque si è trasformata in cronaca nera. Termoli, in questo inizio di 2026, continua a fare i conti con una sequenza di episodi che interrogano non solo le istituzioni, ma l’intera comunità. Perché dietro ogni fatto come questo non c’è solo un’aggressione, ma un equilibrio che si incrina, un senso di sicurezza che vacilla, e una città che si scopre, improvvisamente, più fragile.

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