È proseguita anche nel fine settimana l’attività degli investigatori per far luce sul giallo di Pietracatella. Nel pomeriggio di sabato il capo della Squadra mobile di Campobasso, Marco Graziano, e alcuni agenti sono stati visti a Pietracatella. Non trapela nulla sul sopralluogo a sorpresa e nemmeno il motivo della presenza, ma è evidente che sono state necessarie verifiche nel paese teatro della tragedia di Natale.
Questa mattina presso la Questura di Campobasso riprenderanno gli interrogatori di parenti, amici e conoscenti di Sara Di Vita e di Antonella Di Ielsi, mentre in settimana è previsto un nuovo sopralluogo nella casa della famiglia Di Vita, sotto sequestro ormai da più di cento giorni.
La svolta dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Previsto infatti in settimana l’arrivo della relazione del Centro Antiveleni Tossicologico Maugeri di Pavia, fondamentale per l’indagine perché conterrà le risposte definitive sulla presenza della ricina nel sangue delle due vittime. Entro fine mese è attesa poi anche la consegna, sul tavolo della procuratrice di Larino Elvira Antonelli, degli esiti delle autopsie eseguite lo scorso 31 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso sui corpi di madre e figlia, morte a poche ore di distanza tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli.
Venerdì scorso, dopo il lungo interrogatorio di Gianni Di Vita, della figlia maggiore Alice e di una cugina di famiglia, l’avvocato dell’ex primo cittadino di Pietracatella, Arturo Messere, aveva rinunciato all’incarico. «Rinuncio per motivi contingenti, altro non posso dire», aveva dichiarato all’Ansa. Il legale continuerà ad assistere Salvatore Di Ielsi, padre di Antonella, mentre Alice continuerà ad essere assistita dall’avvocato Marco Lorusso.
Nelle ultime ore il caso è passato a Vittorino Facciolla, consigliere regionale del Pd e amico di Gianni Di Vita. «Vittorino, dammi una mano. Non ho segreti, ma ho bisogno di affidarmi a chi mi conosce e capisce il mio malessere, il disagio che vivo – le parole di Gianni Di Vita a Vittorino Facciolla riportate da Repubblica -. Non esiste nulla delle storie che raccontano. Questa narrazione che corre sta distruggendo me e mia figlia».
«Sono molto amico di Gianni e ho deciso di accettare il mandato perché è una persona che stimo moltissimo – ha affermato sulle pagine del quotidiano nazionale Vittorino Facciolla -. Tra le migliori che abbia mai conosciuto, assolutamente adamantina, che si ritrova al centro di una narrazione incredibilmente spiacevole. È un uomo molto provato che deve reggere al dolore di vedersi additato come possibile responsabile della morte di moglie e figlia. Gianni Di Vita è e resterà parte offesa. Per lui non è neanche da prendere in considerazione l’idea di essere accusato di un reato, diversamente avrebbe scelto un grande nome per la sua difesa».
L’indagine, coordinata dalla Procura di Larino, procede per duplice omicidio premeditato contro ignoti.






















