Uno scherzo che potrebbe costare caro ad un giovane termolese che, nei giorni scorsi, ha telefonato la scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, rivendicando l’attentato che è costato la vita alla 16enne Melissa Bassi. Inizialmente, gli accertamenti sulla sim da cui è partita la chiamata avevano condotto al padre del ragazzo, intestatario della carta (essendo il figlio minorenne). Poi, però, il 14enne ha confessato tutto. Il vice questore di Termoli Maria Santoli crede alla sua versione – e cioè che si sia trattato di uno scherzo – tant’è che non sono in corso altri accertamenti sul caso, ma il ragazzo rischia comunque una denuncia per procurato allarme.

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