L’ufficio di presidenza del Consiglio regionale scade il prossimo 24 gennaio. Uno scoglio che non è aggirabile. Un termine non rinviabile. Da come andranno le cose rispetto al rinnovo dell’organo di vertice dell’Assemblea legislativa – previsto dallo Statuto alla metà della legislatura – si capirà anche la piega che prenderà il rimpasto di giunta.
Se Quintino Pallante resta presidente dell’Assise, FdI mantiene la seconda carica di fatto (comunque una casella di primissimo piano) e i ragionamenti sugli equilibri interni saranno conseguenti. Al contrario, se la poltrona più importante di Palazzo D’Aimmo cambia titolare (e soprattutto se cambia anche partito), si tratterà di ristabilire l’equilibrio.
Il perno principale è dunque il vertice del Consiglio, ma non vanno dimenticati i patti elettorali interni ai partiti, le staffette interne fissate dopo il voto del 2023. Si conoscono i ragionamenti dei “fratelli d’Italia”. D’Egidio è rimasto in standby in attesa di un secondo tempo che dovrebbe vederlo protagonista, secondo un’intesa benedetta all’epoca da Giovanni Donzelli. Gli assessori al momento sono Salvatore Micone e Michele Iorio. È anche vero però che negli ultimi mesi l’ex sindaco di San Polo si è avvicinato molto all’eurodeputato Patriciello, non solo eletto con la Lega ma anche coordinatore regionale del Carroccio. Si tratta di capire, dunque, se sarà “rivalutato” quel patto interno di quasi tre anni fa. Per dire, il più noto degli accordi interni ai partiti ma quasi sicuramente per tutte le forze politiche maggiori del centrodestra, e per quelle che hanno eletto più di un rappresentante, nodi simili stanno per venire al pettine.
Le caselle da ridefinire prima delle altre sono tre (due per la minoranza): presidente, vice e segretario dell’Assise (attualmente Pallante di FdI, Passarelli eletta con “Il Molise che vogliamo” ma di fatto Lega e Cofelice di Noi moderati). A cascata, i presidenti di commissione: per la maggioranza oggi sono Roberto Di Pardo (Noi moderati), Roberto Di Baggio (FI), D’Egidio (FdI) e Cavaliere (FI).
Questa, invece, la formazione della giunta: Andrea Di Lucente (FI) che è anche vicepresidente, Micone e Iorio (FdI), Michele Marone (Lega), Gianluca Cefaratti (Il Molise che vogliamo), Vincenzo Niro (Popolari per l’Italia) sottosegretario con delega ai Trasporti. I consiglieri delegati sono tre: Passarelli (Politiche sociali), Cofelice (Turismo e Cultura) e Massimo Sabusco (Lega, Sistema idrico).
La prossima settimana, anticipa a Primo Piano il governatore Francesco Roberti, si terrà una prima riunione di maggioranza sul giro di boa. «Poi coinvolgeremo anche i partiti naturalmente e ci toccherà fare sintesi. Tracceremo il bilancio di quanto abbiamo realizzato in questi due anni e mezzo e anche le prospettive per la seconda parte del mandato. Da come ci muoveremo per il rinnovo dell’ufficio di presidenza, dipenderà poi quel che accadrà per l’esecutivo». Resta abbottonato, Roberti ma non esclude nuovi innesti in giunta. «A fine anno ho detto e confermo che giudico positivamente il lavoro svolto dagli assessori, adesso però ci tocca affrontare il giro di boa», precisa. Eventuali cambi, ribadisce, «non sono da interpretare nei termini di promossi o bocciati. C’erano anche degli accordi interni ai partiti per gratificare tutti. Dobbiamo ragionarne insieme e, ripeto, trovare la sintesi migliore. Al 24 gennaio dobbiamo arrivare pronti». ritai















