Nessun danno grave e irreparabile deriva dalla prosecuzione degli effetti dei decreti 100 e 157 dei commissari della sanità che riorganizzano in Molise la rete ictus. Tanto più che l’udienza di merito sui provvedimenti è fissata a breve davanti al Tar (25 marzo 2026).
Per questo il Consiglio di Stato ha confermato la decisione dei magistrati amministrativi di primo grado di respingere la richiesta di sospensiva avanzata da Comitato Pro Cardarelli, Cittadinanzattiva e due cittadini ricorrenti in proprio rispetto ai decreti dei commissari.
L’ordinanza della Sezione Terza di Palazzo Spada è stata emessa a margine della camera di consiglio che si è svolta giovedì. A costituirsi nel giudizio di secondo grado, i ricorrenti (rappresentati dagli avvocati Andrea Sellitto, Giuseppe Ruta, Quirino Mescia e Margherita Zezza), la struttura commissariale guidata da Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo (con l’Avvocatura distrettuale dello Stato), l’Asrem (difesa da Michele Coromano), il Neuromed (assistito dagli avvocati Salvatore Di Pardo e Katya Palladino) e il Comitato Salute e Vita (difeso da Paolo Farina).
L’appello cautelare dei ricorrenti – hanno ripercorso i giudici del Consiglio di Stato – ha come oggetto una complessiva controversia relativa al provvedimento commissariale Dca n. 100 dell’11 giugno 2025, (modificato con Dca 157 del 1° ottobre 2025) sulla rete assistenza ictus e al Dca 180 del 24 novembre 2025 sulla rete di assistenza politrauma. Comitato Pro Cardarelli e Cittadinanzattiva, infatti, hanno impugnato con cosiddetti “motivi aggiunti” anche il provvedimento dei commissari sulla rete assistenziale del trauma.
Rispetto ai decreti sulla rete ictus, il Tar ha già fissato l’udienza di merito per il 25 marzo 2026, mentre per il provvedimento relativo alla rete politrauma sono stati proposti motivi aggiunti
il cui esame in sede cautelare è fissato per il prossimo 14 gennaio 2026.
Visto che la rete ictus, hanno riassunto i magistrati di Palazzo Spada, è stata contestata essenzialmente sotto il profilo della mancata regolazione del percorso assistenziale per il trauma che poi invece è stata definita con il decreto 180, non sussiste «un danno grave ed irreparabile per le parti appellanti» che sono stati condannati anche pagare le spese: 2mila euro a ognuno dei soggetti costituiti in giudizio.

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