Durante la conferenza stampa di inizio anno, il referendum sulla giustizia è stato tra i temi centrali affrontati dalla premier Giorgia Meloni. Non soltanto per la data, ma anche per gli attacchi all’Anm, protagonista della campagna per il “no” alla separazione delle carriere.
Le date del 22 e 23 marzo 2026 sono state confermate anche da Meloni (e verranno comunicate dal Consiglio dei ministri di domani). «A norma di legge – ha detto in conferenza la presidente del Consiglio – dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio». Il riferimento è all’articolo 15 della legge 352 del 1970, secondo cui il referendum va indetto entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum, della Corte di cassazione, che ha ammesso le richieste referendarie (il 18 novembre). La stessa norma prevede che il referendum si svolga in una domenica compresa tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione.
Ci sono poi le organizzazioni contro la riforma, come il “Comitato Giusto dire no”, che ha commentato così le parole di Meloni: «Rifiutiamo la campagna di delegittimazione che è in corso nei confronti del Comitato Giusto Dire no: ciò che è stato scritto sui nostri manifesti è frutto di ciò che stato affermato dal ministro della Giustizia. Sono numerosi giorni che sentiamo dirci che i manifesti contengono menzogne. Oggi, al coro, si è aggiunta anche la presidente del Consiglio Meloni».
Ed è stata costituita l’8 gennaio scorso l’articolazione territoriale molisana di questo Comitato, per il distretto di Campobasso, con l’obiettivo di promuovere le ragioni del “No” al referendum costituzionale e informare i cittadini sui contenuti della riforma stessa, nell’ambito del territorio regionale, e in sinergia con il Comitato per il “no” al referendum istituito a livello nazionale.
Il Comitato, nato da un gruppo di coordinamento formato da professionisti, professori universitari e intellettuali, e aperto alla adesione di colleghi, cittadini, associazioni e rappresentanti del mondo culturale e sociale ha lo scopo di difendere i principi costituzionali e, soprattutto, di favorire un dibattito pubblico informato e pluralista, si legge in una nota a firma di Giovanni Fiorilli, presidente del Tribunale di Sorveglianza e capo della giunta molisana dell’Anm.
Sabato la “prima” del Comitato a Larino con gli interventi di Giovanni Carmellino (docente di Unimol), degli avvocati Ugo D’Onofrio e Claudio Neri, dell’esperto antimafia Vincenzo Musacchio e del presidente dell’Anm Fiorilli che è coordinatore del Comitato molisano per il “No”. È previsto anche l’intervento di un rappresentante dell’associazione “La Fonte”.
L’appuntamento costituirà l’avvio di una serie di iniziative pubbliche di carattere informativo ed aperte alla cittadinanza, nei luoghi di aggregazione che saranno volta a volta individuati ed adeguatamente pubblicizzati.
A Larino, il dibattito è in programma sabato 17 gennaio alle 17 presso la Sala “il Melograno”.















