Preceduto da un “preliminare” in campo quasi neutro – il conclave dei segretari dei partiti del centrodestra che si è svolto sabato scorso a Roma – il vertice che ha impegnato la maggioranza ieri sera a Palazzo Vitale non era atteso come decisivo e definitivo perché, appunto, un primo giro di tavolo.
All’ordine del giorno lo scoglio che attende ogni coalizione di governo della Regione a metà del mandato: l’ufficio di presidenza del Consiglio va rinnovato, vale a dire rieletto, e a cascata anche i vertici delle commissioni. Di conseguenza, la scadenza è un’utile occasione per riequilibrare onori e oneri (incarichi) anche nell’esecutivo.
La deadline per la presidenza di Palazzo D’Aimmo è il 24 gennaio. La casella, secondo indiscrezioni, resterebbe nelle mani di Fratelli d’Italia. Al suo attuale “titolare” Quintino Pallante, aggiungono altre fonti. Lunga e lineare militanza, appartenenza, alla destra, Pallante ha frecce al suo arco anche a Roma. Nel partito della premier una staffetta è stata concordata nel 2023, ma in giunta: a metà mandato entra Armandino D’Egidio, sul punto si impegnò dopo la vittoria alle elezioni il responsabile Organizzazione Giovanni Donzelli. La posizione dell’assessore all’Agricoltura Salvatore Micone, mister 5mila preferenze, appare blindata proprio dal consenso. Il responsabile dei fondi europei e di coesione Michele Iorio ha però dalla sua un ottimo e costante rapporto di stima e collaborazione con Arianna Meloni, plenipotenziaria della sorella Giorgia. Che la seconda carica della Regione resti ai fratelli d’Italia per molti è un fatto, ma non tutti sono ancora convinti che resterà davvero tutto com’è. Anche perché se nulla cambia in Consiglio, perché tutto dovrebbe cambiare in giunta?
La stessa partita che sta giocando D’Egidio in FdI, la sta portando avanti in Forza Italia Roberto Di Baggio, che punterebbe a diventare sottosegretario. Attualmente gli azzurri hanno in giunta solo Andrea Di Lucente, che è anche vice. Di un presidente, però, di FI. La sfida interna al Molise che vogliamo (Gianluca Cefaratti/Stefania Passarelli) pure non è nuova. Noi moderati (Fabio Cofelice è consigliere delegato, Roberto Di Pardo ha invece restituito la delega a Roberti) e Popolari affrontano il giro di boa rivendicando l’ampliamento o comunque la conferma della rappresentanza.
Alla riunione convocata ieri sera da Roberti, dunque, gli eletti del centrodestra non hanno giocato a carte coperte: intenzioni e orientamenti sono noti. Ma le consultazioni si chiuderanno con la raccolta delle indicazioni dei partiti nazionali. Quella è la sede più naturale, ad esempio, per quanto riguarda il rappresentante della Lega, attualmente Michele Marone, designato direttamente dal leader Matteo Salvini.

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