Partiamo dalle certezze. Il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante ha convocato per lunedì 19 la Conferenza dei capigruppo al termine della quale fisserà la data della seduta per la rielezione del vertice dell’Assemblea legislativa. Scoglio che qualsiasi maggioranza deve affrontare a metà mandato, lo prevede lo Statuto.
L’attuale ufficio di presidenza scade il 24 gennaio. I rumors di palazzo indicano due date plausibili: il 23 o il 27 gennaio.
Altra certezza, confermata a margine della riunione di maggioranza che si è svolta mercoledì sera in via Genova: la guida dell’Assise, di fatto la seconda carica della Regione, resta a Fratelli d’Italia. Sarà il partito della Meloni, spiega il governatore Francesco Roberti, a indicare il proprio nome sul quale si voterà a fine mese. Il giro di boa, in via IV Novembre, prevede un passaggio appunto assembleare, è comunque un’elezione e non una nomina.
Pallante legittime aspettative di continuare nel ruolo e a Roma ha le sue entrature. Sul tavolo di Arianna Meloni e Giovanni Donzelli ci sono però anche le rivendicazioni di Armandino D’Egidio, che può contare sull’impegno del responsabile Organizzazione per una staffetta con l’assessore Iorio, e di quest’ultimo che probabilmente conta punta a restare nell’esecutivo. Tutti gli osservatori vedono invece blindata la posizione dell’altro assessore di FdI, Salvatore Micone.
Nel summit di mercoledì, qualche forza non rappresentata in giunta ha rivendicato un posto e rilevato che Fratelli d’Italia sarebbe sovradimensionata: tre caselle di prima fascia.
Inoltre, c’è un interrogativo che riguarda la Lega (Marone è esterno e indicato direttamente da Salvini ma non sono mancate voci e ipotesi di nuovi ingressi fra gli eletti in Consiglio in questi mesi). In Forza Italia Roberto Di Baggio scalpita per il ruolo di sottosegretario ad oggi ricoperto da Vincenzo Niro (Popolari, che pure non vogliono farsi scippare la rappresentanza). Mentre si ripropone il tema “Fabrizio”, Raimondo Fabrizio primo dei non eletti nel 2023, nel gruppo Il Molise che vogliamo (che fa capo a Patriciello che intanto da FI è passato nella Lega). A Cefaratti, che siede in giunta, sarebbe stato chiesto di dimettersi e restare da assessore esterno. Ancora, le forze politiche hanno anche il problema della “gratificazione” degli attuali consiglieri delegati (Stefania Passarelli del Molise che vogliamo, Fabio Cofelice di Noi moderati e Massimo Sabusco della Lega).
Un puzzle tutt’altro che semplice da comporre. I coordinatori regionali si stanno incontrando e sentendo in questi giorni e sono in contatto con i loro referenti nazionali. Lo conferma Filoteo Di Sandro, che guida FdI. «Al momento stiamo ragionando di caselle e non ancora di nomi. Ma arriveremo pronti alla data della seduta per la rielezione della presidenza del Consiglio», conclude.
Dai partiti locali e nazionali «attendiamo indicazioni e definiremo insieme la sintesi migliore», la sintesi del governatore Roberti. Che ribadisce: intanto continuiamo a lavorare. «Il cosiddetto giro di boa, come ho sempre detto, non ha intenti punitivi o di promozione. È un passaggio importante ma naturale». Niente traumi, assicura. O si augura? «Davvero le dico – chiude la partita –, io continuo a lavorare in tranquillità». ritai















