L’approvazione della conversione in legge del decreto Milleproroghe non è attesa a brevissimo. Il fascicolo del ddl è incardinato nelle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio ed è iniziato il lavoro preliminare sugli emendamenti ma per arrivare al voto ci vorranno probabilmente ancora un paio di settimane.
Fra le proposte di modifica al provvedimento – che immediatamente dopo la legge di Bilancio è quello che calamita ogni inizio anno l’attenzione della politica nazionale e locale – c’è quella a firma della deputata molisana di Fratelli d’Italia Elisabetta Lancellotta che ha l’obiettivo di evitare che il Molise possa perdere, anche in parte, i 90 milioni stanziati dalla Finanziaria per il 2025 (in base a un emendamento della stessa Lancellotta modificato poi di concerto con il Mef) per la riduzione del disavanzo della sanità.
L’erogazione dei 45 milioni previsti per il 2025 non è stata ancora formalizzata perché manca l’approvazione – richiesta dalla norma originaria – del Programma operativo 25-27. La manovra varata dalla maggioranza parlamentare a fine anno ha corretto quindi il tiro: 45 milioni saranno erogati se entro il 28 febbraio i commissari adotteranno il piano 2026-2028 e se entro il mese successivo il documento avrà l’ok dei tecnici (in caso ciò non avvenisse sarà Agenas a produrre il piano). La Regione, inoltre, entro il 2027 dovrà ripianare il debito residuo.
È anche in questo caso il risultato di un emendamento proposto al Senato da Claudio Lotito e rivisto dal Mef.
Finestre temporali e finanziarie piuttosto drastiche. Di qui, probabilmente, l’esigenza di una ulteriore correzione che la parlamentare isernina di FdI ha concordato con il governatore Francesco Roberti.
Letteralmente, la proposta di Lancellotta è la seguente. «Aggiungere, in fine, il seguente comma:
10-bis. All’articolo 1, comma 871, lettera b), della legge 30 dicembre 2025, n. 199, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al capoverso comma 383, terzo periodo, le parole: “non si procede al riconoscimento delle risorse di cui al comma 381” sono sostituite dalle seguenti: “il riconoscimento del 50 per cento delle risorse di cui al comma 381 è sospeso fino alla assicurazione degli adempimenti”;
b) al capoverso comma 383-bis, le parole: “31 dicembre 2027” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 31 dicembre 2029”».
Se andrà in porto questa operazione, in caso di scadenza dei termini assegnati ai commissari per “adempiere”, il Molise non perderà il contributo che resterà sospeso finché non saranno adottati tutti i provvedimenti necessari e quindi portati a casa gli adempimenti richiesti (dal ministero dell’Economia essenzialmente) per ottenerlo. Inoltre, Palazzo Vitale potrà spalmare in cinque anni e non tre il ripianamento del disavanzo residuo (un rientro quinquennale, richiesto dal Tavolo tecnico per autorizzare l’erogazione dei fondi, era stato già accettato dal presidente Roberti quando era in vigore la norma originaria, vale a dire quella della Finanziaria 2025).
L’emendamento Lancellotta ha superato il vaglio di ammissibilità ed è i “segnalati”. Quelli che il gruppo di Fratelli d’Italia considera, dunque, da approvare. Si apre ora la fase dei pareri dei Ministeri interessati.
Come altri provvedimenti che hanno questa portata, il Milleproroghe approderà in Aula con le modifiche che riceveranno il via libera dal governo e sul testo con ogni probabilità sarà posta la questione di fiducia. In Senato, come col percorso parlamentare inverso è accaduto alla legge di Bilancio, arriverà blindato. ppm

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