La filiera di centrodestra è incapace di trovare soluzioni strutturali per la sanità pubblica del Molise, lo dimostra l’ennesima proroga che a Roma si sta costruendo.
Il giorno dopo l’attacco del capogruppo di Costruire democrazia in Regione, Massimo Romano, che ha scovato l’emendamento al Milleproroghe presentato dalla deputata di FdI Elisabetta Lancellotta e l’ha bocciato sonoramente, sull’argomento interviene così il Pd Molise.
Lo fa stigmatizzando «l’assenza totale di capacità e volontà politica della “filiera” istituzionale di centrodestra nel trovare soluzioni concrete e immediate per tutelare la nostra sanità pubblica regionale. Invece di spingere verso una seria programmazione e una soluzione davvero risolutiva, come chiesto formalmente dal Partito Democratico anche con l’emendamento presentato al Senato in Commissione Bilancio nella recente manovra finanziaria, e come invocato dalle migliaia di cittadini nella imponente manifestazione di Isernia a tutela della sanità pubblica, oggi il centrodestra non trova di meglio da fare che rifugiarsi nell’ennesima proroga che costituisce solo un “salvacondotto” per i fallimenti dei commissari e della “filiera” politica, limitandosi ad allungare i tempi e rinviare le scadenze senza dare né risposte risolutive ai problemi strutturali del sistema sanitario regionale né soluzioni concrete alle emergenze in corso, per assicurarepiena efficienzaa tutte le strutture pubbliche e ai presidi territoriali», commentano dal partito guidato dal segretario Ovidio Bontempo.
I dem ricordano poi che l’emendamento proposto in Senato, respinto dal centrodestra, «avrebbe permesso di aprire una “pagina nuova” per la sanità molisana con la previsione di un contributo straordinario di 120 milioni di euro, finalizzato alla copertura del disavanzo sanitario e propedeutico all’uscita definitiva dal commissariamento, dopo 16 anni di debiti accumulati e “tagli” progressivi, perpetrati ai danni del sistema sanitario pubblico regionale. La Regione Molise e il Governo nazionale, quindi, non riescono a trovare i soldi necessari per ripianare il nostro debito sanitario, in maniera definitiva e strutturale, per revocare il commissariamento, e nemmeno per dare incentivi e al fine di reperire personale medico, però continuano lautamente a pagare una struttura commissariale ancora inadempiente».
Quindi l’elenco delle cose che mancano all’appello: ancora nessuna traccia del nuovo Programma operativo, che resta condizione per l’erogazione dei fondi dal Governo nazionale, né tanto meno del tanto sbandierato Decreto Molise da parte del centrodestra, a distanza di quattro anni tanto dalla loro campagna elettorale, e che avrebbe dovuto garantire un regime derogatorio per il Molise in materia di sanità, ma al posto delle deroghe promesse i molisani continuano a vedere solo richieste di proroghe».
L’emendamento nel mirino delle opposizioni prevede che se i commissari non adottano nei termini previsti il piano operativo il contributo statale alla riduzione del disavanzo non sarà revocato ma sospeso e che la Regione avrà tempo fino al 2029, e non fino al 2027, per ripianare il deficit residuo.
Per il Pd Molise, «l’ennesima dimostrazione del fallimento della “filiera” istituzionale e politica di centrodestra, sia a livello di delegazione parlamentare che di Governo regionale, così come già emerso nella recente manovra di bilancio, mentre tutto il resto della politica, partendo dal Consiglio regionale, continua ad essere totalmente esautorato da quel processo partecipativo e decisionale sulle scelte strategiche in materia e che garantirebbero la tutela di una sanità pubblica che ora ha bisogno di risorse e soluzioni immediate, per non arretrare ulteriormente e dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini».



























