“Fatto” il robot, bisogna “fare” l’equipe di chirurgia robotica. Multidisciplinare, trasversale e itinerante: il da Vinci Xi, modello più evoluto della piattaforma leader nel mondo, è al Cardarelli di Campobasso ma è a disposizione anche dei professionisti degli ospedali di Termoli e Isernia.
Il Molise ha colmato da pochissimo un gap ultra decennale, dotando la sanità pubblica del da Vinci, ma quel gap lo sconta ancora perché i chirurghi che hanno lavorato fin qui solo negli ospedali molisani non hanno avuto modo di utilizzare prima d’ora questa tecnologia.
Una tecnologia che pone una sfida non solo in termini di formazione ed expertise, ma anche questioni etiche e pratiche da risolvere. Ad esempio, un paziente che arriva dal San Timoteo o dal Veneziale e viene operato a Campobasso col robot, dove e come viene poi assistito?
Per quanto riguarda il training, a Tappino sta proseguendo l’attività garantita da Ab Medica. L’Asrem ha inoltre strutturato un board in grado di strutturare, in maniera chiara, il percorso che porterà un paziente a essere operato, o meno, con l’ausilio del robot.
Questo tipo di sistema, per esempio, ha costi molto elevati anche solo per i cosiddetti “monouso”. Per una sanità in piano di rientro, il tema del bilanciamento ottimale fra costi e benefici è dunque particolarmente rilevante.
A inizio gennaio, si legge nella delibera 159 del direttore generale Giovanni Di Santo, si è tenuto un incontro in cui è stata condivisa l’opportunità di istituire un board per definire il protocollo per la gestione degli interventi da realizzare con metodologia robotica. Quattro i professionisti scelti dall’azienda sanitaria per farne parte: il primario dell’Urologia del Cardarelli Paquale Santoro, il direttore della Terapia intensiva e responsabile del Blocco operatorio dell’ospedale del capoluogo, Vincenzo Cuzzone, il primario della Chirurgia di Termoli Valerio Caracino (che a Pescara ha guidato per anni l’unità di chirurgia robotica) e il direttore della Ginecologia del San Timoteo e del dipartimento aziendale materno infantile, Vincenzo Biondelli.
Il mandato affidato loro dalla governance aziendale è di elaborare un protocollo che disciplini:le modalità di selezione del paziente e della patologia; il fabbisogno trimestrale del materiale di consumo dedicato per garantire una maggiore efficacia ed efficienza della metodologia robotica;
la definizione del ricovero post-operatorio e modalità di gestione del paziente e delle eventuali complicanze.
Arrivare pronti, dunque, al momento in cui si potrà fra qualche mese concretamente utilizzare il da Vinci Xi anche nel Molise.

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