In Consiglio regionale non è cambiato nulla. Dopo la conferma dell’ufficio di presidenza (Quintino Pallante, Stefania Passarelli e Fabio Cofelice), anche gli assetti delle Commissioni permanenti sono rimasti uguali a quelli prima parte della legislatura.
Roberto Di Pardo (Noi moderati) guida la Prima, Armandino D’Egidio (FdI) la Seconda, Di Baggio (Forza Italia) la Terza e Nicola Cavaliere (anche lui Forza Italia) la Quarta.
Il giro di boa sarà indolore per la maggioranza di centrodestra dunque? Non è detto. Perché pur non essendo un adempimento di legge (la rielezione dei vertici dell’Assise e degli organismi permanenti a metà mandato è richiesta dallo Statuto), il rimpasto di giunta è all’orizzonte. Anzi, su questo fronte si registra un primo passaggio formale: la convocazione domani pomeriggio a Roma del tavolo dei coordinatori dei partiti. Non è ancora sicuro che si terrà perché tra coloro che dovranno partecipare più di qualcuno ha impegni istituzionali già fissati, in primis il governatore Francesco Roberti.
Ma a mettere un primo punto fermo è stato proprio il partito della premier, il più direttamente interessato perché la staffetta interna prevista, o meglio promessa, nel 2023, suscita interesse anche fuori da FdI. Armandino D’Egidio, al momento delegato allo Sport, dovrebbe diventare assessore al posto di Michele Iorio. Dell’operazione pare si sia fatto garante due anni e mezzo fa il responsabile nazionale Organizzazione, Giovanni Donzelli. Da allora, Arianna Meloni è diventata capo della segreteria politica (e con Iorio ha ottimi rapporti politici e personali). Il dossier Molise, dunque, adesso è seguito da entrambi, Meloni e Donzelli. Con loro si confronterà in queste ore il coordinatore regionale Filoteo Di Sandro per arrivare al confronto di giovedì con le idee più chiare sulle indicazioni da dare al presidente della Regione. Roberti, infatti, ha più volte ribadito che deciderà insieme ai partiti, anzi sui patti post elezioni è in attesa delle loro decisioni.
Il passaggio è cruciale per Fratelli d’Italia: né D’Egidio né Iorio prenderanno bene l’esclusione dall’esecutivo. Il primo è già da tempo, anche pubblicamente, vicino all’eurodeputato Patriciello ora nella Lega. Un elemento, questo, che potrebbe giocare non proprio a favore dell’ex sindaco di San Massimo. Al gruppo di Patriciello invece converrebbe ridimensionare l’alleato-avversario di sempre, Iorio, ora che si è rinvigorita anche l’antica querelle (o guerra) sulla sanità.
Ma staffette interne erano previste anche in Forza Italia e proprio nel gruppo Il Molise che vogliamo (oggi Lega). Tra gli azzurri Di Baggio punta al sottosegretariato e tra i patricielliani punta a entrare in Consiglio il primo dei non eletti Raimondo Fabrizio (ingresso da leggere anche in prospettiva delle amministrative a Isernia). Il leader avrebbe chiesto all’assessore Gianluca Cefaratti di dimettersi e restare così da esterno in giunta, ma il titolare del Bilancio avrebbe risposto “niet”, non ha intenzione di rinunciare al mandato che gli elettori gli hanno conferito.
Anche la Lega ufficiale ha qualche nodo da sciogliere, l’assessore Michele Marone fu indicato infatti direttamente dal segretario nazionale Matteo Salvini (che secondo quanto trapela non avrebbe cambiato idea).
Un puzzle non facile da comporre. A meno di lasciare tutto com’è. ritai



























