Nel dibattito politico di queste settimane il tema del rimpasto della giunta regionale è al centro dell’attenzione, accompagnato da diverse ricostruzioni giornalistiche sulle dinamiche interne alla maggioranza.
Onorevole Patriciello, qualcosa non la convince nelle ricostruzioni giornalistiche di questi giorni circa il rimpasto della giunta regionale.
«Ritengo che su questa fase stiano circolando ricostruzioni che non sempre restituiscono fedelmente la realtà dei fatti. Proprio per questo sento il dovere di fare chiarezza su alcuni passaggi e su alcune narrazioni che, a mio avviso, non corrispondono all’effettivo andamento delle vicende politiche e istituzionali in corso. Mi riferisco anche all’articolo pubblicato ieri su Primo Piano Molise, dal titolo “Rimpasto di giunta, i nodi stanno venendo al pettine. Staffette al vaglio di Roma”.
Accennava ad una singolare coincidenza tra l’articolo e un post apparso sui social.
«Parto da una piccola constatazione: che sia un caso o forse no, l’articolo sembra riprendere nei contenuti un post pubblicato martedì sulla pagina “Elena Niro”, un account anonimo che – come sanno anche le pietre – ha un nome e un cognome ben noti negli uffici regionali, alla luce della risaputa vicinanza e collaborazione lavorativa con un inquilino di Palazzo D’Aimmo».
Entrando nel merito politico, lei ha partecipato ai tavoli di confronto delle ultime settimane?
«Certamente. Da commissario regionale della Lega ho partecipato ai tavoli che si sono svolti nelle ultime settimane e, laddove l’incontro venga confermato, sarò presente anche oggi pomeriggio. È un fatto fisiologico e assolutamente normale».
L’ostacolo da superare sembra legato alle caselle di Fratelli d’Italia.
«Non è mio costume entrare in vicende che non competono il mio partito. La questione delle caselle che spettano a Fratelli d’Italia è una palla nel loro campo: spetta a loro, in virtù dei loro accordi, trovare la quadra».
Talvolta il nome di Armandino D’Egidio, consigliere in carica di Fratelli d’Italia e in pole per un posto nell’esecutivo, viene accostato alla Lega.
«Che Armandino D’Egidio sia una persona che stimo e con cui ho rapporti non è un segreto, così come non è un segreto che io abbia considerazione e relazioni con tanti altri esponenti, sia della maggioranza sia della minoranza. Ma leggere questo come un avvicinamento alla Lega è una ricostruzione non corrispondente alla realtà».
Perché, secondo lei, viene alimentata questa lettura?
«Perché serve a un gioco strumentale di qualche esponente dell’attuale giunta che ha interesse a delegittimare il consigliere matesino agli occhi dell’establishment romano del partito, così da trarre vantaggi personali dal rimpasto in atto. Mi consenta un piccolo suggerimento: per la stima che nutro verso la sua testata, la invito a maneggiare con cura informazioni infondate che finiscono solo per rafforzare chi, per primo e con profili social anonimi, ha interesse a raccontare una certa narrativa per trarne beneficio».
Parliamo de “Il Molise che vogliamo”. Conferma la richiesta di dimissioni all’assessore Cefaratti?
«Certo, posso confermarlo. Ho chiesto a Gianluca Cefaratti di dimettersi, nel pieno rispetto di un percorso e di accordi chiari fin dall’inizio».
Cosa prevedeva l’accordo?
«La lista era stata costruita in maniera inclusiva, partendo dal principio che l’eventuale assessore si sarebbe dimesso per “allargare la squadra”, consentendo all’esponente di giunta di concentrarsi sulle proprie deleghe e al consigliere subentrante di garantire presenza e impegno quotidiani in Commissione e in Consiglio».
Lei rivendica la coerenza nel rispetto degli accordi.
«Sono una persona seria e credibile, e credo di averlo dimostrato in oltre quarant’anni di vita politica, che mi rendono il parlamentare europeo più longevo in attività. Sono abituato a mantenere e a far rispettare gli accordi».
A inizio legislatura fu chiesto un sacrificio alla consigliera Passarelli.
«Sì. Chiesi a Stefania Passarelli, prima eletta nella lista “Il Molise che vogliamo” – e la ringrazio ancora pubblicamente – un passo di lato dalla giunta per valorizzare l’esperienza amministrativa regionale di Cefaratti, affidandogli un assessorato delicato come il bilancio in un momento straordinariamente complesso per il Molise».
Perché le dimissioni furono rinviate?
«Mi venne chiesto, per garantire un equilibrio di maggioranza nella fase di avvio della consiliatura, di procrastinare le dimissioni dell’assessore. Oggi però la maggioranza è consolidata ed è il momento di dare seguito a quell’impegno».
Come si articolerà ora la rappresentanza di “Il Molise che vogliamo”?
«Gianluca Cefaratti resterà il nome indicato dalla lista, che gli riconosce il grande lavoro svolto. Stefania Passarelli continuerà con la sua consueta grinta nel ruolo di vicepresidente del Consiglio e Raimondo Fabrizio entrerà in Consiglio regionale».
Che contributo si aspetta da Fabrizio?
«Sono convinto che il suo entusiasmo e le sue competenze professionali e politiche rappresenteranno un valore aggiunto per “Il Molise che vogliamo”, per la coalizione di centrodestra e per il Consiglio regionale».
Richiama spesso il tema della credibilità.
«Per me la parola data conta. E il Molise, oggi più che mai, ha bisogno di credibilità. Una credibilità che viene minata quotidianamente da un dibattito pubblico inquinato da ex soggetti politici, oggi pensionati d’oro, che hanno distrutto la Regione riempiendola di debiti e ora si ripropongono come i Mario Draghi della costa molisana».
La Lega?
«L’assessore della Lega è e continuerà a essere Michele Marone, che insieme al consigliere Sabusco sta svolgendo un lavoro egregio, con instancabile impegno e in piena sinergia con il presidente Roberti». lu.co.

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