Assessore Iorio, negli ultimi mesi – almeno per quanto riguarda gli organi di informazione – ha scelto un profilo defilato. Perché oggi decide di intervenire pubblicamente?
«In questi mesi, per non dire anni, mi sono imposto una regola: lavorare lontano dai riflettori. Oggi, però, ritengo necessario fare uno strappo a questa regola. La decisione nasce dalla lettura di un’intervista rilasciata dall’eurodeputato Aldo Patriciello, che ha scelto di intervenire sul quotidiano che lei dirige non per affrontare vicende interne ai partiti che rappresenta, ma per parlare della mia persona».
In particolare, cosa contesta alle affermazioni di Patriciello?
«Nel rispondere alle sue domande, direttore, Patriciello sostiene che Armandino D’Egidio venga accostato alla Lega per un gioco strumentale messo in atto da “qualche esponente dell’attuale giunta, interessato a delegittimarlo agli occhi dell’establishment romano di Fratelli d’Italia per trarne vantaggi personali dal rimpasto”. Poiché l’ipotizzato rimpasto riguarderebbe anche l’assessorato che oggi ricopro, è mio dovere smentire con nettezza e senza ambiguità quanto affermato».
Quindi nega qualsiasi manovra nei confronti di D’Egidio?
«Se mai D’Egidio sia stato accostato alla Lega, ciò non è certo frutto di manovre mie. Di questo, eventualmente, dovranno occuparsi l’establishment romano e gli organismi regionali di Fratelli d’Italia».
C’è un accordo tra lei e D’Egidio?
«Intanto mi lasci dire che condivido pienamente il principio secondo cui in politica la parola data va mantenuta. Proprio per questo chiarisco una volta per tutte che tra me e Armandino D’Egidio non è mai esistito alcun patto di successione, né con lui né con il partito nazionale. L’unico patto che ho sottoscritto, verbalmente, è quello con il presidente della giunta regionale Francesco Roberti. Un accordo stipulato alla luce del sole alla vigilia delle elezioni regionali, quando rinunciai a presentare una lista autonoma da me guidata. Un accordo noto all’establishment del mio partito e formalizzato pubblicamente a Isernia, nella conferenza stampa del 18 maggio 2023».
Non nota un po’ di tensione intorno al rimpasto?
«Mi chiedo a chi giovi realmente questo clima. È un’operazione che appare dannosa soprattutto per il presidente Roberti».
Patriciello ha però preso le distanze dalle decisioni che non competono il suo partito.
«Patriciello afferma di aver chiesto un passo di lato a Stefania Passarelli per affidare l’assessorato al Bilancio a Cefaratti. Da queste parole emerge una questione di incompatibilità evidente: Patriciello partecipa alla formazione dell’esecutivo regionale come coordinatore di partito, anzi di due partiti, decide – ed è lui stesso a dirlo – l’assegnazione degli assessorati, che è prerogativa del presidente, ed è al tempo stesso proprietario della principale società convenzionata con la Regione Molise».
Quindi?
«Esiste un tema che è quello del conflitto di interessi. Tema con cui persino Silvio Berlusconi dovette fare i conti. Visto che si parla di Bilancio, è legittimo chiedersi quali siano i tempi medi di pagamento della sua società da parte della Regione Molise e come questi si confrontino con quelli delle altre società convenzionate. Non consento a nessuno, tantomeno a Patriciello, di screditare la mia persona e il mio operato. Non ho bisogno di delegittimare alcuno per ottenere un posto in giunta, men che meno Armandino D’Egidio, che è stato un mio collaboratore prima e un collega oggi. La mia storia parla da sé, in termini di coerenza e correttezza nel centrodestra sin dalla sua nascita. Non so se la storia politica molisana possa dire lo stesso di Patriciello».
Tornando alla giunta, cosa deciderà Fratelli d’Italia?
«Ritengo che ogni scelta del partito sia legittima, così come legittimi saranno gli eventuali effetti che ne potrebbero derivare». lu.co.




























