La modifica del Complemento di sviluppo rurale, alcune proposte di legge (tra cui l’istituzione del Garante delle persone con disabilità e la salvaguardia dei dialetti), nomine in quattro enti strumentali. E poi mozioni e interrogazioni.
Questo l’ordine del giorno, ma la seduta del Consiglio regionale di domani sarà dominata di sicuro dal rimpasto di giunta. Non è certo che il presidente Francesco Roberti potrà annunciare già all’Aula la nuova composizione. Sugli avvicendamenti, infatti, aspetta le indicazioni formali dei partiti e il fine settimana non ha visto sostanziali novità da questo punto di vista.
Per Fratelli d’Italia, a Michele Iorio subentrerà Armandino D’Egidio. In Forza Italia, Roberto Di Baggio è in pole per sostituire Andrea Di Lucente. Ma il vicepresidente e titolare delle Attività produttive aspetta ancora un chiarimento dal partito nazionale rispetto alla linea espressa al tavolo dal coordinatore regionale Claudio Lotito. Non si hanno ancora notizie, inoltre, sulla posizione di Gianluca Cefaratti (Il Molise che vogliamo) a cui sono state chieste le dimissioni da consigliere (così a Palazzo D’Aimmo entrerebbe) il primo dei non eletti Raimondo Fabrizio. Sabato mattina un faccia a faccia con l’onorevole Aldo Patriciello, incontro definito sereno da Cefaratti, poi la riserva ancora da sciogliere.
Comunque finisca, la seconda parte della legislatura si annuncia, al momento, sicuramente più rumorosa e turbolenta della prima nel centrodestra molisano.
Un assaggio già nella polemica scoppiata sul decreto dei commissari della sanità che sopprime 28 sedi di guardia medica. La novità entrerà in vigore ad aprile. Sono insorti nelle scorse ore i sindaci delle aree interne della provincia di Isernia (Di Ianni, Gonnella, Nuosci, Sacco e Saia). Alla loro battaglia ha dato sostegno la consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli. «È inaccettabile che si proceda a tagli lineari mentre esiste la Legge sulla Montagna che mette a disposizione risorse proprio per incentivare il personale sanitario nei territori disagiati. Perché questa omissione e trascuratezza del governo regionale e la prona posizione nei confronti dei commissari?», ha attaccato. «Invece di litigare per i nomi degli assessori, la giunta venga in Aula a spiegare come pensa di garantire la sicurezza dei cittadini nelle ore notturne», ha concluso.
Critico anche Di Lucente che ha chiesto di rivedere il provvedimento tenendo conto delle specificità dei singoli territori, senza applicare lo stesso modello ovunque penalizzando ciò che funziona (a Carovilli ci sono quattro medici e il servizio funziona). «Mi sono confrontato, in queste ore, con il presidente Roberti, invitandolo a intervenire direttamente sulla questione. Nei prossimi giorni convocherà i commissari. Se non dovesse emergere un’apertura concreta alla revisione del decreto – ha dichiarato –, così come ci siamo già attivati per contrastare un Pos che non va nella giusta direzione perché penalizzante per l’Alto Molise e le aree interne, valuteremo anche un ricorso al Tar attraverso la Conferenza dei sindaci».

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