I partiti del centrosinistra chiamano a raccolta i cittadini per chiedere la riapertura della stazione ferroviaria di Campobasso chiusa per lavori ormai da quasi sette anni.
Ieri, proprio davanti alla stazione del capoluogo, consiglieri regionali e amministratori comunali di Pd e 5 Stelle hanno tenuto una iniziativa pubblica per denunciare la situazione e per lanciare una petizione popolare su Change.org.
«È stato messo nero su bianco che i lavori per l’elettrificazione termineranno non prima della fine del 2028 – ha evidenziato la capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Alessandra Salvatore – e questo non è accettabile. Per questo chiediamo ai cittadini di far sentire la loro voce». Si tratta, ha aggiunto, di uno schiaffo alla città di Campobasso. «Da sette anni è isolata e tutto questo mentre il centrodestra governa indisturbato. Si può lavorare per lotti, accelerare i cantieri, agire subito. Pretendiamo interventi forti, straordinari, immediati. Un capoluogo di regione senza treni è un marchio d’infamia per l’Italia».
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina ha messo in evidenza i tanti punti interrogativi che pesano sui lavori e sugli imprevisti legati al crollo in una galleria: «C’è una interrogazione in Parlamento con la quale chiediamo di conoscere i dettagli di quanto accaduto e capire se c’è stata superficialità nella progettazione». Intanto il costo dei lavori è passato dai 120 milioni iniziali agli attuali 400. «Sia dalla risposta del Ministero, sia da quanto ci fu riferito già un anno fa, è stato ammesso che proprio a seguito di quel crollo Rfi ha dovuto avviare approfondimenti geologici e geotecnici. Allora la domanda è inevitabile: com’è possibile progettare un intervento di elettrificazione su una linea che ricalca un tracciato del 1880 senza svolgere prima tutte le verifiche necessarie? Proprio ieri l’altro ieri, ndr) il nostro parlamentare Santillo ha depositato un accesso agli atti al Ministero: siamo convinti che le date chiariranno in modo inequivocabile come si sia proceduto a progettare su un’infrastruttura così antica senza gli approfondimenti indispensabili, lasciando che fosse il crollo a imporre, dopo, ciò che andava fatto prima», ancora Gravina.
La tratta tra il capoluogo molisano e Bojano, intanto, resta chiusa e così è impossibile raggiungere in treno le grandi città, Roma e Napoli. «Il capoluogo così è abbandonato – ha concluso la sindaca di Campobasso Marialuisa Forte -, bisogna ridare dignità alla città a partire dal ritorno dei treni».

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