Dopo proteste e prese di posizione di numerosi sindaci – da Remo Di Ianni a Daniele Saia, da Sabrina Lallitto a Piero Castrataro – sulla riorganizzazione delle sedi di guardia medica interviene Anci Molise che chiede un incontro urgente ai vertici regionali e dell’Asrem.
«Un nuovo colpo inferto ai territori interni del Molise», il commento dell’Anci.
In base al decreto dei commissari 9 del 14 gennaio scorso, dal 1° aprile 2026 entrerà in vigore il nuovo assetto della continuità assistenziale con un modello organizzativo che porta le attuali 44 sedi operative della rete in vigore a sole 16. «Anche se le restanti sedi avranno una dismissione progressiva, saranno di fatto svuotate e depotenziate. La teoria non si sposa con pratica, la politica di coesione per le aree Interne (Snai) prevista nella programmazione 2021/2027, punta a invertire le tendenze demografiche garantendo l’accesso ai servizi essenziali. Questo è palesemente in controtendenza nella nostra regione – si legge in una nota di Anci Molise – dove anche il diritto primario della salute viene meno. Un riassetto, importante e strutturale, che incide sul diritto alla salute necessita di interlocuzione del territorio e non può imposto d’imperio. Il territorio molisano sensibilmente colpito dal dissesto idrogeologico soprattutto in inverno rende difficoltoso il tragitto tra i vari Comuni. I cittadini delle aree interne, spesso anziani, colpevoli solo di essere resilienti e voler con forza abitare nei paesi di origine, hanno il diritto primario alla salute e alla tempestività del soccorso sanitario».


























