Nel dibattito acceso che accompagna la possibile riforma della legge elettorale e le inevitabili proiezioni sugli equilibri futuri anche in Molise, arriva una presa di posizione chiara, diretta e priva di ambiguità.
L’eurodeputato della Lega Aldo Patriciello ha infatti categoricamente smentito un eventuale interessamento a una candidatura alla Camera o al Senato, né oggi né in prospettiva.
Una precisazione affidata a una riflessione di merito, maturata nel corso di una conversazione telefonica, e non a una dichiarazione formale, proprio per sgombrare il campo da interpretazioni strumentali o letture forzate. Patriciello ricorda di essere stato rieletto nel 2024 al Parlamento europeo e di avere l’intenzione di portare a termine l’intera legislatura a Bruxelles, nel segno dello spirito di appartenenza e del senso del dovere che – sottolinea – hanno sempre caratterizzato il suo impegno politico.
Comprende, naturalmente, che il suo nome continui a suscitare interesse anche dal punto di vista giornalistico. Ma – tiene a rimarcare – una non intenzione non può e non deve essere utilizzata per finalità politiche o, peggio, personali. Da qui il messaggio netto: per quanto di suo interesse, il campo è da considerarsi sgombro. Qualunque saranno le decisioni del centrodestra, Patriciello assicura che si spenderà lealmente, come uomo di partito e di coalizione, a sostegno dei candidati che verranno individuati.
Una posizione che assume un peso specifico rilevante nel momento in cui il Parlamento sta valutando una profonda revisione della legge elettorale. Le indiscrezioni parlano di un ritorno a un sistema proporzionale, con l’eliminazione dell’attuale quota maggioritaria e dei collegi cosiddetti “blindati”. Meno chiaro appare invece il nodo delle preferenze: c’è chi ne ipotizza la reintroduzione e chi, al contrario, la esclude.
In uno scenario in cui il nome del candidato potrebbe tornare centrale sulla scheda elettorale, i partiti sarebbero inevitabilmente chiamati a puntare su figure con un forte radicamento e una riconoscibilità consolidata. Ed è proprio in questo contesto che il nome di Patriciello è stato giornalisticamente evocato, a titolo di esempio, nel dibattito politico regionale. Un riferimento che, però, non va letto come disponibilità o interesse personale.
Lo stesso eurodeputato, del resto, invita a non confondere il confronto sulle regole del gioco con le dinamiche contingenti della politica molisana. Parlare oggi di elezioni parlamentari, mentre la Regione è attraversata da un delicato rimpasto di giunta e da tensioni interne alle coalizioni, rischia facilmente di diventare un pretesto, piegato alle aspettative o alle ambizioni dei singoli.
In un quadro caratterizzato da incertezze e ipotesi ancora fluide, Patriciello ha scelto di metterci la faccia e di chiarire pubblicamente la propria posizione: Bruxelles resta la sua priorità, Roma non è un’opzione.
Un messaggio che, al netto delle manovre e delle indiscrezioni, contribuisce a riportare il dibattito su un terreno di maggiore chiarezza e serietà politica.
LuCo

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