Una sana concorrenza può portare solo benefici agli utenti finali e anche a chi accetta la competizione perché migliora performance e prodotti. Nel mercato, e per le aziende, è così. Non si vede perché non dovrebbe esserlo per la sanità. A patto che la sfida sia raccolta.
Disegnata la cornice, il tema è presto dettato: la chirurgia robotica in Molise. Svolgimento: da unica regione d’Italia senza robot in sala operatoria a regione in cui solo la sanità pubblica ha in dotazione il da Vinci. Il modello Xi per la precisione. Anzi no. Passano poche settimane e il da Vinci 5, ultima generazione del sistema prodotto da Intuitive e presentato ufficialmente in Italia a novembre, approda al Responsible. Arriva in pratica insieme al consulente strategico del presidente Petracca, Francesco Bevere, in un passato non remoto potente manager della sanità pubblica nazionale e con ruoli e contatti di peso nella Capitale.
Il da Vinci 5 è pronto a partire, guidato dalle mani super esperte di Graziano Pernazza, direttore della nuova unità operativa di Oncologia chirurgica robotica della struttura di largo Gemelli. Allievo dell’inventore del da Vinci, Cristoforo Giulianotti (che ha tenuto dagli Usa la lectio magistralis quando la piattaforma Xi è stata inaugurata al Cardarelli il 12 dicembre scorso), Pernazza ha lasciato il San Giovanni Addolorata per abbracciare la sfida del Molise.
E il da Vinci installato in una delle sale operatorie del Cardarelli quando parte? Anche l’Asrem sta reclutando chirurghi esperti di robotica, oltre a formare quelli già in organico. Per tutte, vale ricordare l’operazione portata brillantemente a termine dall’Università del Molise che ha fatto tornare a casa uno degli urologi di punta di Humanitas, Vincenzo Altieri (giovane cervello in fuga di San Giuliano di Puglia), che da metà aprile prenderà servizio a Campobasso. Ma anche, già qualche mese fa, l’insediamento a Termoli dove ha vinto il concorso da primario di Chirurgia di Valerio Caracino (anche lui può vantare nel suo curriculum di formazione l’aver imparato con Giulianotti), che ha coordinato la robotica a Pescara.
Ma mentre i privati di Responsible (destinati a diventare partner se il progetto di integrazione in una Cittadella della salute prenderà forma e due robot possono essere utilmente destinati a branche diverse) stanno per avviare la nuova stagione, la sanità pubblica a che punto è?
Il consigliere dei 5 stelle Roberto Gravina vuol vederci chiaro. «A distanza di alcuni mesi dall’inaugurazione riteniamo doveroso verificare a che punto sia il percorso di attivazione della chirurgia robotica. Un investimento rilevante, atteso da operatori e cittadini, ed è quindi importante comprendere quando il sistema potrà essere pienamente utilizzato in ambito clinico», sottolinea.
La procedura di gara, ha previsto la fornitura del sistema “Da Vinci Xi” e, successivamente, l’acquisto di una seconda console destinata alla chirurgia collaborativa e alle attività formative. «È fondamentale che ogni passaggio organizzativo necessario all’avvio dell’attività robot-assistita venga completato in tempi certi, così da tradurre questo investimento in un miglioramento concreto dell’offerta sanitaria regionale», ancora Gravina.
L’interpellanza ripercorre gli atti amministrativi e mette in evidenza come l’attivazione del sistema non sia un semplice adempimento tecnico, ma richieda una serie di condizioni operative: protocolli clinico-assistenziali formalizzati (Pdta), équipe chirurgiche abilitate, un’organizzazione coerente delle sale operatorie e atti aziendali che regolamentino l’utilizzo della nuova tecnologia. «Si tratta di elementi imprescindibili per garantire un avvio sicuro, efficace e stabile delle attività. La chirurgia robotica rappresenta un’opportunità importante per il nostro sistema sanitario, e va accompagnata con un quadro organizzativo solido».
Per questo chiede al presidente Roberti e all’assessore Iorio di chiarire quale sia l’attuale stato operativo del sistema “da Vinci Xi”, quali aspetti abbiano finora rallentato l’attivazione clinica e quali siano le tempistiche previste per garantirne il pieno utilizzo. Nessuna polemica, conclude, solo l’esigenza di «trasparenza e programmazione: conoscere tempi e passaggi necessari permette a tutti, istituzioni e cittadini, di capire quando la chirurgia robotica entrerà stabilmente in funzione». ritai

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