Gravina stai sereno. Non si adatta molto al profilo e allo standing di Giovanni Di Santo il sarcasmo con cui Renzi disarcionò Enrico Letta da presidente del Consiglio 12 anni fa. Ma la tranquillità con cui il dg Asrem replica alla richiesta del consigliere regionale 5s di avere notizie certe sullo stato dell’arte per l’attivazione del robot al Cardarelli ricorda la frase del rottamatore consegnata alla più recente storia politica.
«Convengo sul fatto che l’investimento sulla chirurgia robotica nella sanità pubblica molisana sia un investimento rilevante e su cui è giusto tenere aggiornati i molisani. Talmente importante, questo investimento, che ne abbiamo fatto, come direzione strategica, un obiettivo strategico di mandato – rivendica il manager – Detto questo, abbiamo realizzato la formazione. E alcuni professionisti esperti di chirurgia robotica li avevamo già reclutati prima di inaugurarlo, per altri l’iter era in corso. C’è il dottor Valerio Caracino, primario della Chirurgia del San Timoteo. A metà marzo prenderà servizio il ginecologo Eric Francescangeli e subito dopo Vincenzo Altieri e quindi potenzieremo l’Urologia del Cardarelli. Ci attiveremo ulteriormente per dotarci di expertise. Abbiamo formalizzato poi anche le richieste per i kit di consumabili. In sintesi, abbiamo organizzato il da farsi e presto saremo in grado di cominciare con gli interventi».
Il da Vinci Xi, dunque, sta per accendere metaforicamente i motori. Urologia, chirurgia generale e toracica, ginecologia: queste le branche per cui gli interventi con il robot sono particolarmente indicati. «Abbiamo però intenzione di potenziare anche altre specialità, per esempio l’ortopedia. La robotica è oggi un partner strutturale della sanità, dobbiamo lavorare in una prospettiva ancora più innovativa, per esempio utilizzando l’intelligenza artificiale. Comunque mi permetta di dire, al consigliere Gravina attraverso Primo Piano, e a tutti i molisani che rispetto a due anni fa credo siano dati di fatto i passi avanti che abbiamo compiuto.», aggiunge Di Santo.
La quinta generazione della piattaforma da Vinci, acquisita dal Responsible e pronta a partire sotto la direzione di Graziano Pernazza, che dal San Giovanni Addolorata di Roma porterà in largo Gemelli la sua grandissima expertise, è un passo avanti anche nella direzione dell’AI in sala operatoria.
All’osservazione provocatoria, il direttore/medico non si scompone affatto. Anzi, sorride. «Guardi, io credo molto nella sana competizione, e non tanto fra le strutture quanto fra i professionisti di questo settore. Ben venga che la chirurgia robotica sia praticata con successo sia al Responsibile sia al Cardarelli e con il coinvolgimento dei chirurghi anche del San Timoteo e del Veneziale. C’è spazio per tutti, ci si può dedicare a branche e patologie differenti o anche affini ma in giorni diversi, per dire. È evidente – sottolinea Di Santo – il vantaggio che ne trarranno gli utenti del Servizio sanitario regionale del Molise e la sanità stessa. Soprattutto nell’ottica dell’integrazione Cardarelli-Responsible e Università del Molise che il presidente Roberti si è posto come obiettivo e su cui si è registrata già una bella e solida unità d’intenti». ritai

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