Il lavoro sul bilancio di previsione 2026 era già iniziato e l’emendamento al Milleproroghe poi saltato era stato considerato fino a un certo punto. La cautela caratteriale dell’assessore regionale Gianluca Cefaratti, un atteggiamento prudenziale si direbbe nel gergo della magistratura contabile, e il rischio connaturato alle operazioni parlamentari di modifiche normative da concordare con il Mef hanno consigliato di puntarci come ipotesi senza però abbandonare la ricerca di un piano B.
Il titolare del Bilancio e la struttura che lo supporta devono trovare 8 milioni per il 2026 e altrettanti per il 2027, servono a dare copertura al debito della sanità che rimarrà una volta che saranno arrivati i 90 milioni stanziati dal governo Meloni oltre un anno fa. Non sono pochi. Non sono una cifra impossibile. E Cefaratti ha già un’idea, una traccia di lavoro di cui verificherà la fattibilità insieme al governatore Francesco Roberti e poi, insieme, condivideranno con gli altri assessori, i delegati e la maggioranza.
Assessore, allora, a che punto siamo? Il lavoro sul bilancio era iniziato da qualche settimana.
«Assolutamente sì, eravamo a buon punto. Ci eravamo fermati in attesa dell’emendamento al Milleproroghe. Poi, l’emendamento non è arrivato e quindi dobbiamo rispettare i termini della legge di Bilancio per il 2026 che impone la copertura del disavanzo al 31/12/2023, che ammontava complessivamente a 121 milioni: 90 a carico dello Stato, 31 a carico della Regione Molise. Avevamo individuato un piano inizialmente decennale per far fronte ai 31 milioni a carico del bilancio regionale, poi quinquennale. La Finanziaria 2026 ci impone un rientro triennale. Nel 2025 abbiamo stanziato 5 milioni, ne rimangono 26 che dobbiamo trovare nelle pieghe del bilancio tra l’annualità 2026 e l’annualità 2027, quindi in media 13 milioni. Ci dobbiamo tutelare in attesa che questo provvedimento possa trovare nei mesi successivi attraverso altre norme dello Stato una migliore soluzione. Perché facciamo fatica a trovare 26 milioni in un biennio, considerando tutte le “scorie” degli anni precedenti».
Ne avevate preventivati 5, invece sono 13.
«Esatto. Stiamo lavorando a un bilancio di previsione che tenga conto dei 13 milioni che non erano preventivabili. In sostanza dobbiamo trovare 8 milioni per il 2026 e 8 milioni per il 2027. Sappiamo già dove possiamo incidere e, voglio chiarire, senza ulteriori oneri a carico dei molisani, quindi escludo categoricamente aumenti sui bolli, aumenti sull’Irpef. Andremo a limare lì dove è possibile, facendo quadrare i conti e con soluzioni tecnicamente plausibili per rendere il bilancio non impugnabile da parte del governo o da soggetti terzi come finora è accaduto. Su ogni norma finanziaria approvata da noi, seppure c’è stata qualche leggera contestazione in qualche caso, abbiamo avuto sempre il placet da parte del governo Di recente il Consiglio dei ministri ad esempio ha dato via libera all’assestamento di bilancio 2025 e ai rendiconti 2023 e 2024 senza particolari problemi».
Nessun aumento. Dobbiamo allora aspettarci risparmi sui servizi?
«Anche quello non mi sembra ipotizzabile. O meglio, distinguiamo. Per quanto riguarda i trasporti, l’obiettivo effettivamente è ridurre l’onere a carico dei cosiddetti fondi liberi regionali. Oggi, grosso modo, riceviamo dallo Stato per i servizi di trasporto su ferro e su gomma, 36, 37 milioni l’anno. Ne spendiamo molti di più. Crediamo che quantomeno dal 2027, mi augurerei già dal 2026, si possa risparmiare qualcosa. Si sono avviate le procedure di gara, ciò potrebbe comportare una diminuzione degli oneri cosiddetti liberi e quindi l’utilizzo di quei risparmi per la manovra necessaria a trovare gli 8 milioni. Credo si possa conseguire un’economia considerevole senza stravolgere il settore dei trasporti, magari riorganizzando le corse meno utilizzate dagli utenti. Stiamo lavorando, in sintesi, sull’ottimizzazione dei servizi. E anche nell’ottica del risparmio in alcuni casi. Dobbiamo lavorare molto di più e molto meglio per quanto riguarda l’ambito sanitario. Non possiamo più trovarci nelle condizioni di colmare il disavanzo sanitario attraverso la diminuzione delle poste del bilancio regionale, cosa che è accaduto finora».
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