La giunta regionale ha approvato ieri il Piano di copertura del disavanzo pregresso del Servizio sanitario regionale al 31 dicembre 2023. Secondo adempimento a carico di Palazzo Vitale, il primo è l’adozione del Programma operativo 2026-2028 formalizzata giovedì dai commissari Bonamico e Di Giacomo, che serve a sbloccare i primi 45 milioni dei 90 totali stanziati dal governo nazionale per ridurre il deficit.
La manovra, come anticipato su queste colonne dall’assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti vale complessivamente 31 milioni: 5 sono stati già ha appostati per l’annualità 2025, nel documento di previsione in corso di elaborazione saranno indicate le coperture per 13 milioni relativi al 2026 e altrettanti per il 2027. Intanto il governatore Francesco Roberti sta continuando a lavorare insieme alla delegazione parlamentare per allungare i tempi del piano di rientro e arrivare fino al 2029, il che consentirebbe di alleggerire il peso sulle casse regionali.
Ma intanto è bufera sul piano operativo dei commissari per la riconversione del Caracciolo di Agnone in ospedale di comunità e per il futuro, prossimo, taglio di un laboratorio di emodinamica e di un punto nascita (fra Isernia e Termoli).
Oltre ai sindaci e agli amministratori anche regionali della provincia di Isernia, sono le opposizioni ad annunciare battaglia in ogni sede. Numerosi gli interventi dei consiglieri regionali, sui social e non solo. Ma si muovono anche i partiti. Pd, Movimento 5 stelle, Sinistra italiana, verdi, Psi e Italia Viva illustreranno le prossime mosse nella conferenza stampa organizzata per stamattina nella Biblioteca di Palazzo D’Aimmo. Il piano, hanno dichiarato ieri in una nota congiunta i segretari, è «uno ‘sfratto esecutivo’ ai molisani: gli ulteriori tagli alla sanità pubblica regionale creano un ostacolo gravissimo alla sopravvivenza nelle aree interne di questa regione. A fronte di questa ‘intimazione di sfratto’, notifichiamo, quindi, ufficialmente e pubblicamente la nostra ferma e dura opposizione alla giunta Roberti e alla sua maggioranza, che in questi mesi hanno giocato a nascondino, evitando di esporsi contro queste decisioni inaccettabili, ai parlamentari eletti in Molise, che hanno solo creato illusorie aspettative, alla struttura commissariale e ai ministri dell’Economia e della Salute, che hanno ignorato tutte le sollecitazioni provenienti da sindaci, forze politiche, comitati e cittadini. Daremo immediatamente il via ad una mobilitazione, che coinvolgerà i nostri rappresentanti istituzionali ad ogni livello, partendo da quello parlamentare».

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