Tre mozioni approvate all’unanimità. Una può essere considerata “storica” perché reca, come prime firme, quelle del governatore Francesco Roberti e della consigliera del Pd Micaela Fanelli. Non bisogna essere assidui frequentatori o osservatori dei lavori di Palazzo D’Aimmo per comprendere la portata della notizia.
Quando Fanelli, durante l’informativa del presidente della giunta all’Aula sul programma operativo 2026-2028 adottato dai commissari Bonamico e Di Giacomo il 26 febbraio scorso, ha sintetizzato «per una volta siamo d’accordo» (e già aveva in mente di sintetizzare in un documento la posizione comune), lui ha ribattuto con «allora mi preoccupo». E lei: «Pure io».
Fra sorrisi non di circostanza e in tempi brevissimi, questa collaborazione inedita ha prodotto un unicum politico interessante: il capo della giunta, che per sua ammissione sul piano operativo non ha avuto nessun dialogo coi commissari e in sanità può incidere solo attraverso l’Asrem per rendere più attrattivi i reparti ospedalieri, va a Roma col sostegno dell’intera Assemblea legislativa. Fanelli, insospettabile di qualsiasi sponda consociativa a favore del governatore, porta a casa un risultato rilevante e spendibile nella coalizione progressista.
Cosa prevede la mozione sottoscritta poi da tutti i consiglieri? Impegna il presidente della Regione a «chiedere con fermezza a tutti i soggetti competenti (struttura commissariale, ministero della Salute e ministero dell’Economia) di evitare i tagli previsti ai reparti di emodinamica e ai punti nascita, e riorganizzare le postazioni di guardia medica, al fine di garantire il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza in tutto il territorio regionale; intraprendere ogni azione utile verso i soggetti coinvolti, sfruttando la forza negoziale del Consiglio regionale in quanto organo rappresentativo di tutte le forze politiche, per difendere unitariamente il diritto alla salute dei molisani e ottenere deroghe specifiche basate sulla specificità territoriale del Molise; condividere costantemente in Consiglio regionale ogni azione, interlocuzione o iniziativa che si intenda intraprendere presso i tavoli romani, al fine di garantire la massima trasparenza e il coinvolgimento dell’intera assise nel percorso di salvaguardia della sanità pubblica».
«Il presidente Roberti avrà più forza per perorare l’obiettivo comune di assicurare il diritto alla salute a tutti i molisani – il commento dell’esponente dem Fanelli a margine della seduta – Un primo passo, ma fondamentale, per invertire la rotta del nostro sistema sanitario regionale, al quale ora devono seguire le conseguenti azioni; e un precedente politico altrettanto rilevante, quello dell’unità di intenti, che dimostra come, sui settori “vitali” della Regione, è necessario remare, tutti insieme, verso la stessa direzione. Oggi, per prima, quella di restituire al Molise e ai molisani dignità e certezza delle cure».
Le strade di centrodestra e centrosinistra si sono divise nella sessione pomeridiana. Respinte le mozioni di Greco e Romano che puntavano a chiedere la sostituzione dei commissari Bonamico e Di Giacomo e della dirigenza Asrem. Approvato, invece, dalla sola maggioranza l’atto di indirizzo del centrodestra (prima firmataria Stefania Passarelli) che, rispetto alla sostituzione dei commissari, arriva allo stesso risultato: cambiare la composizione della struttura (anche in sinergia con quanto deliberato dalla Conferenza dei sindaci Asrem) e affidare il piano di rientro della sanità al presidente della Regione. Le minoranze hanno abbandonato l’Aula.
Unanime era stato in mattinata, invece, il pronunciamento del Consiglio su altri due atti di indirizzo presentati dalle opposizioni. Con il primo (a prima firma Greco), relativo al reclutamento dei medici, si impegna il governatore fra le altre cose a promuovere, attraverso l’Asrem, bandi pubblici che indichino in modo chiaro e preventivo la sede ospedaliera e il reparto di destinazione, al fine di evitare disallineamenti tra fabbisogno e assegnazioni; a favorire contratti a tempo indeterminato e altre forme che garantiscano stabilità professionale; a riorganizzare la programmazione del personale sanitario tenendo conto dei reali fabbisogni dei singoli presidi territoriali, in funzione della domanda sanitaria e delle caratteristiche socio-territoriali;
a coinvolgere le organizzazioni sindacali, gli ordini professionali e le Università nella definizione di una strategia regionale per rendere più attrattive le sedi molisane, valorizzando il capitale umano e incentivando l’insediamento duraturo nei territori meno serviti.
Con la seconda mozione (illustrata da Greco e sostenuta dalla dichiarazione di voto dell’assessore Di Lucente, sempre Roberti è impegnato, attraverso un’interlocuzione con i commissari, fra le altre cose a mantenere la classificazione del Caracciolo come ospedale di area disagiata, a promuovere il suo inserimento nella rete formativa dell’Unimol, istituire un reparto misto con 20 posti letto (Medicina, lungodegenza e post intensiva), riorganizzare la Medicina generale in collegamento funzionale con il Veneziale e sotto la guida di un primario universitario unico, a promuovere il rilancio delle sale operatorie per la chirurgia in regime di Day Surgery (Caracciolo centro di riferimento aziendale), valorizzare il Centro regionale di Reumatologia già attivo. ritai

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