Una seduta ad alta tensione, quella della Conferenza dei sindaci di ieri pomeriggio. Gli animi si sono surriscaldati sul finale. Protagonisti di uno scambio muscolare, come è fisiologico che sia se si considerano i rispettivi schieramenti, il sindaco di Isernia Piero Castrataro e il presidente della Regione Francesco Roberti.
La differenza di vedute, portata all’attenzione della platea nella Sala della Costituzione in maniera molto appassionata da parte di entrambe, sugli investimenti a sostegno in particolare dell’Emodinamica del Veneziale. Reparto a rischio dopo l’adozione del Programma operativo da parte dei commissari Bonamico e Di Giacomo che prevede la disattivazione di uno fra i laboratori di Isernia e di Termoli (ma senza indicare quale).
Complessivamente, però, gli amministratori locali hanno ribadito il no al piano e ai tagli (che colpirebbero anche un punto nascita e il Caracciolo di Agnone destinato a diventare ospedale di comunità).
Resta tema caldo anche la riorganizzazione della continuità assistenziale, si profila sotto questo aspetto l’impugnativa del decreto. Impugnativa che sarebbe stata adombrata anche per il Programma operativo una volta che sarà formalizzata la sua approvazione (che avverrà dopo il parere positivo del Tavolo tecnico).
Qualche settimana fa la Conferenza dei sindaci aveva deliberato all’unanimità la richiesta di sostituzione dei commissari. Il richiamo a quella decisione è presente nelle premesse della mozione approvata dal centrodestra in Consiglio regionale che punta alla nomina del presidente della Regione come commissario. La mozione, ha riferito ai sindaci l’assessore Michele Iorio che è titolare dei rapporti con i Ministeri per il piano di rientro, è stata inviata già ieri nella Capitale.
Prima della seduta coordinata dal presidente Daniele Saia e che ha visto la partecipazione fra gli altri del dg Asrem Giovanni Di Santo, era stata presentata la proposta di emendamento alla legge delega sulla riorganizzazione sanitaria elaborata dalla Conferenza dei sindaci.
Tra i punti principali, l’introduzione di incentivi economici e organizzativi per il personale che sceglie di lavorare nelle strutture pubbliche, con risorse aggiuntive rispetto a quelle ordinarie, così da non gravare sui bilanci regionali. L’emendamento prevede anche criteri correttivi relativi al Dm 70, in particolare, si chiede che nei territori con tempi di percorrenza elevati siano garantiti i servizi per le patologie tempo-dipendenti nel rispetto di tempi utili per l’accesso alle cure. Inoltre,viene viene ribadita la necessità che il Cardarelli di Campobasso garantisca servizi propri di un Dea di II livello, per le patologie tempo-dipendenti. Infine, il rafforzamento delle guardie mediche e del 118 e correttivi nel riparto del Fondo sanitario nazionale. «Richieste che stiamo facendo da cinque anni – ha commentato sottolineato Saia – Speriamo che questo emendamento venga accolto e sostenuto da tutte le forze politiche». La proposta di emendamento è stata trasmessa ai parlamentari molisani e a Roberti.

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