Tra i numeri della sanità regionale, fra i più noti (o famigerati) ci sono quelli della mobilità. Sintetizzabili in una perfomance “bifronte”: al top per indice di attrazione, al top anche per indice di fuga dei propri residenti.
È però l’unica realtà del Sud a presentare un saldo attivo fra chi si cura fuori regione e chi sceglie da oltre confine le sue strutture sanitarie, prevalentemente i due grandi erogatori privati, Neuromed e Ressponsible.
Governare la mobilità è la sfida di tutti i sistemi regionali, per quello molisano lo è un po’ di più. Aumentare l’attrattività degli ospedali pubblici (ed evitare che i molisani si ricoverino fuori) è uno degli obiettivi attraverso cui i commissari Bonamico e Di Giacomo puntano a governarla recuperando, progressivamente, fino a oltre mille ricoveri l’anno. In termini economici, la manovra triennale prevista nel Programma operativo 2026-2028 vale oltre 15 milioni. Quindici milioni di produzione in più per la sanità pubblica non sono marginali per il bilancio, attualmente ancora in perdita, del servizio regionale. Possono fare la differenza più che altrove.
Nel capitolo 13 del Programma operativo, si parte dai numeri. Per esempio, nel 2024 il costo della mobilità passiva per la specialistica ambulatoriale (esami di laboratorio, visite, diagnostica, terapie, riabilitazione e altro che i molisani hanno effettuato fuori regione) è stato di 10 milioni. Ma i ricavi (esami, visite, diagnostica e altro che gli extraregionali hanno effettuato in Molise) sono stati pari a 40 milioni.
Per quanto riguarda i ricoveri, emerge un tasso di fuga per prestazioni di media e bassa complessità che nel 2024 è stato pari al 36% (sostanzialmente stabile rispetto al 2019).
L’andamento e la natura della mobilità interregionale e di conseguenza il valore economico delle prestazioni erogate in mobilità passiva, si legge nel Programma operativo, dipende strettamente dal tipo di Drg.
Breve e utile digressione. Che cos’è il Drg? È l’acronimo di “Diagnosis-Related Group” (in italiano “Raggruppamenti Omogenei di Diagnosi) e indica il sistema di remunerazione degli ospedali per l’attività di cura, introdotto in Italia nel 1995. È un sistema isorisorse: parte dal principio che malattie simili, in reparti simili, comportano orientativamente lo stesso “consumo” di risorse materiali e umane.
Detto questo, l’analisi della struttura commissariale e della direzione Salute – contenuta nel piano 2026-2028 elaborato in collaborazione con Agenas – prende le mosse dalla ridotta produttività delle strutture sanitarie pubbliche regionali «che costituisce la principale criticità è legata
soprattutto ad una forte contrazione del personale sanitario con conseguente impossibilità di garantire l’assorbimento della domanda sanitaria anche per quelle prestazioni a bassa e media complessità».
Su questo fronte sono stati avviati il potenziamento della dotazione organica e un’implementazione di quelle tecnologiche delle strutture sanitarie pubbliche, contromosse che nel triennio 2026-2028 proseguiranno.
Anche la riorganizzazione della rete ospedaliera è volta al recupero della mobilità passiva con particolare riferimento alla riduzione della fuga per media e bassa complessità e per i ricoveri a rischio di in appropriatezza (nel 2024, il 59% di quelli fuori regione). L’Asrem, dal canto suo, ha migliorato i modelli di gestione del blocco operatorio per efficientare i percorsi clinico-assistenziali. La reingegnerizzazione sviluppata presso il Blocco operatorio del Cardarelli ha consentito, negli ultimi mesi del 2025, di ottimizzare l’intero percorso del paziente: dall’ingresso nel blocco operatorio fino al rientro in reparto.
Il nuovo modello, attestano i commissari nel Programma operativo, ha già determinato un incremento del numero di interventi chirurgici, a parità di risorse umane. Nel 2026 verrà esteso anche al San Timoteo e al Veneziale sotto la regia di un coordinatore unico aziendale (nuovo referente della piastra chirurgica).
Inoltre, è in fase di elaborazione una relazione tecnica in cui verrà analizzato nel dettaglio il fenomeno della mobilità per individuare le aree di intervento per l’aumento della produzione pubblica e il recupero della mobilità passiva e le strategie a ciò finalizzate (riorganizzazione delle Unità operative delle strutture sanitarie pubbliche regionali, con particolare attenzione alla
rimodulazione degli orari di attività dei servizi ospedalieri, potenziamento del personale in organico, investimenti in tecnologie). Ai responsabili delle unità operative coinvolte sarà assegnato, quale obiettivo di budget, il potenziamento della produzione pubblica, che verrà verificato trimestralmente.
Altro target inserito nel cronoprogramma riassuntivo della manovra, la collaborazione con gli erogatori privati per aumentare la quota di produzione da destinare ai cittadini molisani, nel rispetto dei tetti di spesa.
La revisione organizzativa sarà strettamente integrata con le strategie di governo delle liste d’attesa, con l’obiettivo di ampliare le fasce orarie di erogazione delle prestazioni, ridurre i tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali e diagnostiche e assicurare un’equità di accesso ai servizi.
Malattie dell’apparato muscolo scheletrico, malattie e disturbi del rene, delle vie urinarie e dell’apparato riproduttivo maschile, malattie dell’apparato digerente, malattie dell’apparato cardiocircolatorio: la manovra di recupero della mobilità passiva si concentrerà prevalentemente sugli interventi chirurgici per queste patologie. Nel 2026, l’obiettivo è incrementare la produttività per un valore di 4 milioni, cifra che sale a 5 milioni nelle stime per il 2027 e a 6 milioni nel 2028. In totale, 15 milioni (1.085 ricoveri recuperati).
Il primo adempimento di questa strategica, il documento di budget con il dettaglio dell’obiettivo di aumento della produzione pubblica e recupero della mobilità passiva, entro il 30 aprile prossimo.
ritai

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*