Dal punto di vista della forma e dei numeri, il bilancio di previsione 2026 è chiuso. Ma il presidente Francesco Roberti non vuole approvarlo in giunta prima di avere qualche certezza in più sulla possibilità di recuperare il contenuto principale dell’emendamento Lancellotta al Milleproroghe (che insieme ad altre centinaia è stato accantonato per via della tagliola dei tempi), vale a dire l’allungamento dei tempi per completare il rientro del disavanzo residuo della sanità (di quello certificato al 31 dicembre 2023). «Eviterei di doveri poi tornare sopra con una variazione. La prossima settimana ho in programma a Roma alcuni incontri più definitivi sul punto e definiremo quindi meglio il cronoprogramma», spiega.
Lunedì sera, insieme all’assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti, il governatore ha coordinato la riunione di maggioranza sul documento previsionale da varare entro il 30 aprile prossimo.
Risparmi e ritocchi sono necessari perché bisogna trovare 26 milioni, 13 per il 2026 e altrettanti per il 2027, che sommati ai 5 già impegnati lo scorso anno coprono i 31 milioni in capo alla Regione. Gli altri 90 (il deficit al 31 dicembre 2023 è pari a 121 milioni) li ha stanziati il governo Meloni oltre un anno fa. Programma operativo licenziato dai commissari e piano di rientro approvato dalla giunta costituiscono i primi due adempimenti per ottenere l’arrivo nelle casse regionali di 45 milioni entro giugno. Il resto, a completamento dei “compiti a casa”.
L’emendamento Lancellotta spostava più in là l’ultima rata del piano di rientro (e di conseguenza abbassava l’importo delle rate): non più nel 2027 ma nel 2029. A questo risultato punta ad arrivare ancora Roberti, inserendo questa modifica alla legge di Bilancio nazionale in un futuro (futuro prossimo) provvedimento curato dal Mef. La congiuntura internazionale non aiuta. Ma il presidente non demorde. Due anni e qualche milione in meno da tagliare non sono marginali per i conti della Regione.
A chi, a margine della presentazione a Palazzo Vitale della partecipazione al progetto “Millennium” in onore dei mille anni (nel 2027) di Guglielmo il Conquistatore, gli chiedeva se quindi nel conclave di maggioranza è stato tirato un sospiro di sollievo, Roberti ha infatti risposto: «Non esageriamo coi sospiri di sollievo… Stiamo cercando chiudere il bilancio nel miglior modo possibile. Purtroppo ci sono delle poste in aumento, che tutte le Regioni hanno difficoltà a chiudere. Per esempio la sanità, perché non solo in Molise sono lievitati i costi. Però stiamo cercando di ragionare anche con il Ministero, vediamo cosa accade fino alla fine del mese perché ci sono iniziative in corso che ci possono aiutare a far quadrare meglio il bilancio».
Per quanto riguarda la sanità, ha ricordato l’incremento della spesa per i farmaci e anche il peso della mobilità. Criticità che anche i suoi colleghi governatori con bilanci più capienti e meno problematici si trovano ad affrontare.
L’esigenza di lavorare tutti con il solo obiettivo di approvare il bilancio ha portato alla decisione, di congelare il rimpasto di giunta. «Stiamo aspettando di chiudere il bilancio dopo di che si parlerà anche della giunta. Però devo dire che non c’è nessun fermento, anzi. Ognuno sta continuando a lavorare tranquillamente. Sulla base del nuovo bilancio – ha concluso Roberti – che stiamo approntando vedremo come affrontare il rilancio dell’azione politica». ritai
























