Nuovo capitolo nella lunga e tormentata vicenda dell’elettrificazione della linea ferroviaria molisana Roccaravindola-Isernia-Campobasso. Rete ferroviaria italiana ha pubblicato una gara d’appalto del valore di oltre 42 milioni di euro per i lavori di adeguamento di alcune gallerie lungo la tratta, interventi ritenuti necessari per completare l’elettrificazione che oggi risulta attiva soltanto fino a Bojano.
Il bando riguarda la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori per l’adeguamento della sagoma di diverse gallerie ferroviarie: Colle Porcina, Sella delle Vetiche e Contrafforte Ferrazzano, oltre a interventi integrativi nelle gallerie Colle Serrano, San Salvatore, Colle Alto e Colle Barone sulla tratta Baranello-Campobasso. Si tratta di opere tecniche indispensabili per consentire il passaggio dei convogli elettrici e completare l’intervento di elettrificazione dell’intera linea.
L’appalto è strutturato in un unico lotto, scelta motivata da Rfi con la necessità di garantire un approccio tecnico uniforme e di rispettare tempi e standard prestazionali previsti dal contratto. La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata alle ore 12 del 30 marzo 2026, mentre il tempo previsto per l’esecuzione dei lavori è di 450 giorni.
Se si guarda però al calendario reale delle opere pubbliche italiane, il dato temporale apre immediatamente interrogativi. Tra tempi tecnici della gara, eventuali verifiche, aggiudicazione definitiva e avvio effettivo dei lavori, è difficile immaginare che i cantieri possano partire prima della seconda metà del 2026, se non inizio 2027. A quel punto i 450 giorni previsti dal bando porterebbero il completamento degli interventi almeno al 2028, una prospettiva che coincide con l’orizzonte temporale già indicato da Rfi per la riattivazione dei treni fino al capoluogo di regione.
Proprio su questo punto si concentra da tempo il dibattito politico e istituzionale. L’elettrificazione della linea ferroviaria molisana è infatti diventata negli anni uno dei simboli delle difficoltà infrastrutturali del territorio. Il progetto, inizialmente stimato in meno di 100 milioni di euro, ha visto crescere progressivamente i costi fino ad arrivare agli attuali 393 milioni, ai quali si aggiunge ora questo ulteriore intervento da oltre 42 milioni. Una lievitazione che ha alimentato polemiche e richieste di chiarimenti sulla gestione complessiva dell’opera.
Nel frattempo la situazione operativa resta parziale. Dopo mesi di interruzione del servizio ferroviario, la linea è stata riaperta solo fino a Bojano, mentre il collegamento con Campobasso continua a essere garantito da servizi sostitutivi su gomma. Una condizione che, per cittadini e pendolari, rappresenta ormai da tempo una normalità forzata.
Il nuovo bando pubblicato da Rfi riaccende quindi l’attenzione su un’infrastruttura considerata strategica per la mobilità regionale e per i collegamenti del Molise con il resto del Paese. Ed è proprio su questo tema che si concentrerà la conferenza stampa convocata per oggi, 12 marzo, dai consiglieri regionali del campo progressista Roberto Gravina, Angelo Primiani, Vittorino Facciolla e Alessandra Salvatore.
Gli inquilini dei minoranza di Palazzo D’Aimmo annunciano un focus sulle criticità emerse nello stato dei lavori e sulla mancanza di chiarezza nella documentazione relativa all’intervento di elettrificazione e velocizzazione della tratta Roccaravindola-Isernia-Campobasso.
Secondo quanto anticipato, nel corso della conferenza stampa verrà fatto il punto sulle iniziative istituzionali già avviate e sui prossimi passi che l’opposizione intende intraprendere per ottenere da Rfi documentazione completa, informazioni trasparenti e soprattutto un cronoprogramma realistico e verificabile.
Il nodo resta proprio questo: la certezza dei tempi. Dopo anni di annunci, rinvii e revisioni progettuali, la domanda che continua a circolare tra istituzioni e cittadini è sempre la stessa: quando torneranno davvero i treni a Campobasso?
Il nuovo appalto da 42 milioni rappresenta certamente un passaggio tecnico necessario, ma allo stesso tempo conferma quanto il percorso verso il completamento dell’opera sia ancora lungo e complesso. In una regione che da decenni attende un sistema ferroviario moderno e competitivo, l’elettrificazione della linea resta una promessa ancora sospesa tra cantieri, carte e cronoprogrammi che continuano a spostarsi in avanti.
ppm

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