Dopo l’allarme lanciato dal Comitato di cittadini contro l’eolico e il fotovoltaico “selvaggi” di Sant’Elia a Pianisi sulla proposta di legge regionale relativa all’individuazione delle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili, arrivano la replica della Regione Molise.
L’assessore Andrea Di Lucente ha ritenuto opportuno chiarire alcuni punti del provvedimento attualmente all’esame della III Commissione consiliare e destinato nei prossimi giorni ad approdare in Consiglio per l’approvazione definitiva.
Il Comitato civico, nei giorni scorsi, ha espresso forte preoccupazione per il rischio di una proliferazione incontrollata di impianti eolici e fotovoltaici sul territorio molisano. I cittadini hanno denunciato, tra l’altro, la mancata audizione dei sindaci durante l’iter della proposta di legge, sottolineando come gli amministratori locali rappresentino le comunità direttamente interessate dagli interventi.
Il Comitato ha inoltre chiesto alla Regione una maggiore tutela dei siti archeologici, architettonici e delle aree protette della rete Natura 2000, sollecitando il rispetto delle fasce di salvaguardia previste dalla normativa nazionale: tre chilometri nel caso degli impianti eolici e cinquecento metri per quelli fotovoltaici. Tra le richieste avanzate anche l’utilizzo prioritario di aree già compromesse – come parcheggi, zone industriali, cave dismesse o edifici pubblici – e un sostegno concreto allo sviluppo delle comunità energetiche locali.
A rendere ancora più delicata la questione sono i numeri dei progetti attualmente in valutazione: secondo quanto ricordato dal Comitato, presso il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sarebbero depositati circa 60 progetti per nuovi impianti eolici in Molise, pari a circa 600 torri, tutte nella provincia di Campobasso e con altezze superiori ai 200 metri. Solo nel territorio di Sant’Elia a Pianisi sarebbero previsti sei progetti per complessive 77 pale, di cui 34 nel solo territorio comunale.
Di fronte a queste preoccupazioni, l’assessore Di Lucente ha voluto precisare che la proposta di legge regionale non rappresenta una scelta discrezionale della Regione, ma l’adempimento di un obbligo previsto dalla normativa nazionale, che impone alle Regioni di individuare con legge le ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili entro tempi molto stringenti.
Secondo l’assessore, il testo è stato costruito proprio con l’obiettivo di conciliare la transizione energetica con la tutela del territorio molisano. «La Regione Molise – ha spiegato – non sta introducendo una scelta improvvisata, ma sta dando attuazione a una norma nazionale. Il lavoro è stato sviluppato attraverso il confronto con Anci, Province, ordini professionali e tecnici e con associazioni del settore ambientale, agricolo ed energetico».
Nel merito della proposta di legge, Di Lucente ha sottolineato che il provvedimento introduce limiti e salvaguardie precise. In particolare non vengono considerate aree idonee i beni sottoposti a vincolo paesaggistico, i siti Unesco, le aree della rete Natura 2000, i parchi e le zone naturali protette. A queste tutele si aggiungono limiti rigorosi per le aree agricole e il divieto assoluto di realizzare impianti nelle zone classificate a elevato rischio idrogeologico.
«È importante chiarire – ha aggiunto l’assessore – che la legge non autorizza automaticamente nuovi impianti. Il suo scopo è stabilire criteri e strumenti di pianificazione che permettano di evitare fenomeni di sviluppo indiscriminato, spesso indicati come “eolico selvaggio”».
La Regione sottolinea inoltre che l’approvazione della legge rappresenterà solo il primo passaggio di un percorso più ampio. La proposta normativa prevede infatti una fase successiva di pianificazione, che comprenderà la redazione del Piano energetico ambientale regionale e l’attivazione degli strumenti di governo del territorio previsti dalla normativa.
In questa fase, assicurano da Palazzo Vitale, il coinvolgimento degli enti locali sarà inevitabile e necessario. È previsto anche un avviso pubblico rivolto ai Comuni affinché possano segnalare eventuali aree inutilizzate da valutare nell’ambito della strategia energetica regionale.
Di Lucente ha infine riconosciuto la legittimità delle preoccupazioni espresse dai cittadini e dai comitati. «Comprendo la sensibilità diffusa rispetto alla tutela del paesaggio e del territorio – ha dichiarato – ma proprio per questo la Regione ha scelto di dotarsi di una legge organica che metta regole chiare. L’obiettivo non è favorire uno sviluppo incontrollato degli impianti, ma governare la transizione energetica con equilibrio, trasparenza e rispetto delle comunità locali».

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