Il caro carburante registrato nelle ultime settimane e il possibile aumento delle bollette di luce e gas nei prossimi mesi rischiano di pesare in modo significativo anche sui bilanci delle famiglie molisane. Secondo una stima elaborata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati Istat e Nomisma, l’aggravio complessivo della spesa energetica in Molise potrebbe raggiungere 46,6 milioni di euro.
Nel dettaglio, l’impatto maggiore riguarderebbe la provincia di Campobasso, dove l’aumento della spesa per elettricità e gas è stimato in 33,9 milioni di euro, mentre nella provincia di Isernia l’incremento complessivo si attesterebbe intorno ai 12,7 milioni.
Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale ben più ampio: complessivamente, secondo le stime della Cgia, le famiglie italiane potrebbero dover sostenere 9,3 miliardi di euro in più all’anno per le bollette energetiche. L’aumento medio ipotizzato è di circa 350 euro annui per famiglia, una cifra che potrebbe incidere in modo rilevante sul potere d’acquisto, soprattutto nei territori con redditi medi più bassi.
Alla base dei rincari c’è soprattutto l’impennata dei prezzi dei combustibili fossili registrata nelle ultime settimane, dopo l’avvio delle tensioni militari in Iran. In appena quindici giorni, il prezzo del gas naturale è salito del 62 percento, mentre quello del petrolio ha registrato un aumento del 45,8 percento.
Si tratta degli incrementi più significativi tra le principali materie prime analizzate: altri metalli industriali e commodities agricole hanno invece mostrato variazioni più contenute o addirittura lievi riduzioni. Questo significa che, almeno per ora, la pressione sui mercati internazionali si concentra soprattutto sul comparto energetico.
Gli effetti si sono fatti sentire immediatamente anche alla pompa. Negli ultimi 15 giorni il prezzo medio della benzina è aumentato dell’8,7 percento, mentre il diesel ha registrato un balzo ancora più marcato, pari al 18,2 percento.
Un rincaro che colpisce direttamente automobilisti e lavoratori che utilizzano il mezzo di trasporto per l’attività quotidiana – dagli autotrasportatori ai tassisti, fino ad agricoltori e pescatori – ma che inevitabilmente si riflette anche sui costi di produzione e quindi sui prezzi finali di molti beni e servizi.
In una regione come il Molise, caratterizzata da un tessuto economico composto in larga parte da piccole imprese e da un elevato numero di famiglie con redditi medio-bassi, l’aumento dei costi energetici rischia di diventare un fattore di forte pressione economica.
La combinazione tra carburanti più cari e bollette in crescita potrebbe infatti ridurre il potere d’acquisto delle famiglie e aumentare i costi operativi per molte attività produttive, in particolare nei settori più energivori o legati alla mobilità.
Secondo la Cgia di Mestre, per attenuare gli effetti dei rincari sarebbe necessario intervenire su più fronti. Nel breve periodo una delle leve principali resta quella fiscale, attraverso una riduzione temporanea delle accise sui carburanti, una modulazione dell’Iva sulle bollette energetiche e un taglio degli oneri di sistema.
Nel medio periodo, invece, diventa decisivo rafforzare le politiche di diversificazione delle fonti energetiche e accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture di stoccaggio, per ridurre la dipendenza dai mercati internazionali e limitare gli effetti delle crisi geopolitiche sui prezzi dell’energia.
Uno scenario che, se non dovesse migliorare nei prossimi mesi, potrebbe continuare a pesare anche sulle famiglie molisane, già alle prese con un contesto economico fragile e con un costo della vita in costante aumento.
























