La guerra in Medioriente per i costruttori edili rischia di diventare un colpo fatale. Prima la pandemia, poi un po’ di respiro con i bonus e il Pnrr ma la fase positiva si è chiusa presto e la congiuntura oggi è peggiorata per i prezzi saliti alle stelle con il conseguente aumento dei costi di produzione (a partire dal gasolio) e con le difficoltà a reperire le materie prime.
Ance Molise ha rilanciato ieri l’allarme e chiesto interventi e misure straordinari.
«Negli ultimi giorni i prezzi sono schizzati, sono aumentati tantissimo sia i costi diretti che i costi indiretti – ha spiegato il presidente Corrado Di Niro – Un esempio di costo diretto è sicuramente quello del gasolio. A febbraio, a gennaio si vendeva alla pompa a 1,66 euro, a febbraio a 1,70. Oggi il gasolio al distributore si vende a 2,10 euro. Capite bene che un aumento del 20% scombina tutti i piani finanziari ed economici di qualsiasi di qualsiasi impresa. Chi produce bitumi ha avuto un incremento di circa il 40-45%, anch’esso di origine petrolifera, così gli impianti di calcestruzzi. Insomma, un momento di grande difficoltà».
Cosa fare? «Sicuramente metterci mano, ma in maniera definitiva – la risposta del presidente Ance Molise Di Niro – perché abbiamo adottato soluzioni tampone dopo la pandemia, soluzioni tampone dopo la guerra in Ucraina. Adesso con questa guerra in Medio Oriente occorre fermare i cantieri, a nostro avviso, e mettere gli operai in cassa integrazione ordinaria o straordinaria e trovare un sistema che potrebbe essere anche per noi il Decreto Aiuti, intendo il sistema del Decreto Aiuti. Noi abbiamo bisogno di risolvere oggi i problemi. Domani mattina il gasolio potrebbe scendere, ma sicuramente aumenterà».
Le imprese molisane, ancora le parole di Di Niro, «rischiano tanto perché le imprese molisane sono formate oltre da persone, ma da cuori e anime delle persone. Il più delle volte sono imprese di carattere familiare dove il datore di lavoro lavora anche lui all’interno del cantiere e il fallimento di un’impresa del genere diventa un fallimento personale».
All’incontro con gli organi di informazione anche il direttore di Ance Molise Gino Di Renzo che ha spiegato come, secondo l’associazione di categoria, si dovrebbe ricalibrare il Decreto Aiuti. «Per le gare dal 1 luglio 2023, è vero che il Codice Appalti prevede la clausola revisione prezzi, però attualmente non è praticabile in maniera efficace per il semplice motivo che non sono stati varati gli indici previsti Tol previsti dall’articolo 60 del Codice e quindi si fa riferimento agli indici del costo di costruzione fabbricato residenziale o del tronco stradale in galleria, che sono completamente insignificanti rispetto alla portata emergenziale
delle cose che stanno accadendo in questi giorni. La clausola revisione prezzi è pensata dal legislatore per ridare equilibrio contrattuale nei rapporti degli appalti, ma in condizioni normali, in contesti ordinari. In questa situazione emergenziale occorrono provvedimenti straordinari e, soprattutto, che diano quei ristori necessari».
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