Hanno fatto rumore, nonostante lo stato dell’arte e delle norme sia noto da anni, le dichiarazioni del commissario della sanità Marco Bonamico che, intervistato e incalzato dalla Tgr Rai Molise sul destino dei Punti nascita e delle Emodinamiche – le due reti vanno riorganizzate in base al timing contenuto nel Programma operativo entro fine mese – degli ospedali San Timoteo e Veneziale.
A Isernia, ha previsto Bonamico, chiuderà il Punto nascita mentre a Termoli sarà chiuso il laboratorio di emodinamica. Insieme al sub commissario Ulisse Di Giacomo, Bonamico ha inviato a Roma la proposta di tenere aperti tutti i reparti, in deroga al decreto Balduzzi, per un anno e poi rivalutare la situazione in base ai numeri degli interventi svolti e del personale in organico. Ma a suo parere, Roma darà indicazioni diverse.
Il presidente governatore Francesco Roberti, raggiunto al telefono da Primo Piano, ha dichiarato che aspetterà di leggere gli atti concreti di riorganizzazione delle reti “cuore” e “materno infantile”. Ma non ha escluso che la Regione possa impugnarli laddove ravveda una lesione per la sanità pubblica.
Sono ore convulse, dunque. Sui territori interessati è ripartita la protesta, a Isernia e nell’alto Molise mai realmente placata.
Ma cosa ha detto Bonamico alla Tgr? Ha spiegato che la struttura commissariale ha inviato entro il termine del 15 marzo la propria proposta a Roma. Ma poi ha aggiunto: «Io credo che il tavolo tecnico sia orientato ormai sulla chiusura di un punto nascita e di una emodinamica. Questa è la mia sensazione. Orientato sulla chiusura del punto nascita di Isernia e dell’emodinamica di Termoli. Sono indiscrezioni», ha poi precisato. Però «anche Agenas ha fatto uno studio in merito: mentre per il Punto nascita non ci sono particolari problemi a spostarsi a Campobasso perché il parto è sempre programmato, per l’Emodinamica la difficoltà è la distanza di Isernia dagli altri presidi, mentre Termoli ha vicino l’Abruzzo con Vasto».
Sensazioni, indiscrezioni: tuttavia previsioni in linea con i penalizzanti parametri del dm 70 del 2015. «Da anni diciamo che il Balduzzi va rivisto e che per il Molise serve una deroga giustificata dalle sue condizioni orografiche – il commento del presidente Roberti – Voglio dire che quei criteri e quella logica li “combattiamo”. Ad ogni modo, bisogna prima capire cosa realmente accadrà. Per cui, aspettiamo di leggere gli atti. Se ci sarà da impugnare i provvedimenti lo faremo. Quando ero sindaco di Termoli il Punto nascita venne chiuso e la mia amministrazione si rivolse al Tar». Roberti quindi è pronto anche a ricorrere, come Regione Molise. «Non siamo contro o a favore dei commissari, semplicemente siamo anche pronti a contestare nelle sedi opportune atti che ci dovessero sembrare lesivi della sanità pubblica molisana».
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