A Massimo Romano lo spunto arriva, come quasi sempre accade, dalla sua passione per il cinema. Il senatore di Forza Italia Claudio Lotito ha annunciato giovedì a Isernia, a margine di un incontro sul referendum di domani e lunedì, un emendamento al decreto Pnrr, in fase di conversione alla Camera, che estende fino al 2029 il piano di rientro dal debito sanitario.
Emendamento prima dichiarato inammissibile, così Lotito, ma poi ripescato e addirittura segnalato.
Salvate il soldato Lotito, il commento del capogruppo di Costruire democrazia. Qualcuno informi il senatore, prosegue, «che continua inopinatamente a vantarsi di non meglio precisati sforzi titanici per salvare la sanità molisana, che forse farebbe meno danni se si fermasse e sparisse per un po’ dai radar, visto che fino ad ora ha rimediato solo figuracce e a furia di emendamenti bocciati, ritirati, ripresentati e magicamente riscritti (non si capisce da chi…), più si agita e più complica le cose. Dopo la farsa del Milleproroghe dello scorso gennaio, quando l’emendamento Lancellotta (altro caso parlamentare disperato), presentato per correggere il disastro del precedente emendamento Lotito, è stato bocciato, la storia rischia di ripetersi tale e quale in queste ore con il Decreto Pnrr, dove l’emendamento 28.15. della deputata isernina è stato anche stavolta dichiarato “inammissibile” e, contrariamente a quanto dichiarato da Lotito, non risulta affatto ripescato né “segnalato” dal Governo per la corsia preferenziale».
Nel merito, ancora l’analisi di Romano, se anche fosse approvato, «non risolverebbe un tubo: i tagli ormai li decide Roma, senza alcuna evidenza dei “risparmi” attesi; trattano i sindaci e Roberti come l’ultima ruota del carro; il bilancio regionale è irrimediabilmente in default, con buona pace delle manovre spericolate di finanza creativa a Via Genova a botte di anticipazioni di tesoreria e avanzi di amministrazione milionari che non serviranno comunque a niente. Eppure basterebbe davvero poco per uscire dal pantano: la soluzione c’è (il debito della sanità va accollato allo Stato, ndr), l’abbiamo indicata e spiegata carte alla mano, ma fanno tutti orecchie da mercante, con la complicità del centrosinistra che in Parlamento continua a fare da palo, sempre e comunque per non disturbare il manovratore e utilizzatore finale di questo caos concepito dolosamente a tavolino a danno del Molise».

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