Insiste, il governatore Francesco Roberti. O meglio, non si sottrae all’insistenza dei giornalisti.
In attesa dei provvedimenti di riorganizzazione delle reti assistenziali per l’infarto e la salute materno infantile, che saranno firmati dai commissari della sanità a valle del parere dei tavoli tecnici, tiene banco la polemica innescata dalle anticipazioni del commissario Bonamico, secondo cui Roma prescriverà la chiusura del Punto nascita di Isernia e dell’Emodinamica di Termoli. Considerazioni espresse sulla scorta di posizioni già espresse dal Tavolo Dm 70 (da ultimo nel verbale del 19 dicembre di cui riportiamo uno stralcio in pagina).
Dopo l’intervista rilasciata a Teleregione giovedì (per sintetizzare, “basta vacanze romane”), ieri, a margine dell’incontro con i sindaci sulla viabilità, il governatore ha ribadito la sua posizione. «Ho semplicemente voluto spronare tutti a parlare meno e a lavorare di più a partire dai commissari che invito, per l’ennesima volta, a evitare dichiarazioni inutili e inutili allarmismi perché quello che succederà lo vedremo e lo affronteremo, ma questo lo si fa sui tavoli preposti e non nelle conferenze stampa. Tanto meno perché oggi che siamo diventati attrattivi e che i giovani vogliono venire in Molise, leggere dichiarazioni del genere può fare in modo che qualcuno possa andare da altre parti. E questo non ce lo possiamo permettere».
No a qualsiasi chiusura, ha confermato il presidente della Regione. C’è bisogno però di modificare il decreto Balduzzi. «Mi assumo le responsabilità di fare il commissario qualora il governo decidesse di cambiare i commissari, d’altra parte è inutile stare qui a continuare a dire chi fa cosa. Dobbiamo portare al tavolo romano e ai ministeri competenti la modifica del Balduzzi perché il Dm 70 è stato approvato nel 2015 ma necessitava, così mi è stato riferito, di ulteriori decreti attuativi per migliorare il suo impatto sulle diverse realtà nazionali. Senza un decreto ad hoc per il Molise non riusciamo a superare le criticità. Non saranno i commissari a chiedere il decreto Balduzzi, deve essere la politica e per questo ho richiamato tutti i parlamentari molisani, insieme con me, a metterci intorno a un tavolo con il ministro Schillaci e approntare questo benedetto decreto Molise».
Le altre Regioni riconoscono le peculiarità del Molise, ha aggiunto, «Questo non significa – ancora Roberti – che non dobbiamo fare la nostra parte. Ci vuole un decreto Molise per autorizzare le deroghe di carattere formale, non di carattere strutturale. Se si dice che ci deve essere un’Emodinamica ogni 300mila abitanti questo non è un imperativo. Perché in una regione come la nostra, e lo abbiamo dimostrato con fatti alla mano, è impossibile garantire l’intervento in tempi rapidi per chi è colpito da un infarto nelle tre aree del Molise, cioè quella di Campobasso, Isernia e del basso Molise: vuol dire che servono tre Emodinamiche».
A margine di un incontro sul referendum a Isernia, anche il senatore Claudio Lotito ha sintetizzato la sua posizione: «In Molise stiamo lavorando con determinazione per costruire una sanità moderna, efficiente e all’avanguardia. Le risorse ci sono, ora serve responsabilità e rapidità da parte di tutti, istituzioni e territori, per trasformarle in progetti concreti, lavoro e sviluppo. Solo facendo squadra possiamo dare risposte vere e durature alla nostra comunità».
«Per anni questa regione è stata dimenticata, e oggi ne paghiamo il ritardo, soprattutto su una viabilità ferma agli anni ‘70 – ha aggiunto – Abbiamo però avviato un cambio di passo: ci sono risorse stanziate e interventi su arterie strategiche per il territorio che vanno portati avanti con rapidità. L’obiettivo è recuperare il gap con le altre regioni e garantire infrastrutture moderne e sicure. I tempi dipendono dalla capacità di tutti di accelerare: io sto facendo la mia parte, sto lavorando per incidere sui finanziamenti e sull’utilizzo delle risorse, ma serve uno sforzo concreto del territorio: i progetti devono essere presentati e portati avanti rapidamente per essere realizzati. Per questo alle amministrazioni dico: accelerate, perché senza progettazione e tempi certi non si crea occupazione e non si contrasta lo spopolamento. Abbiamo ottenuto circa 40 milioni per la ricostruzione post-sisma tra abitazioni, imprese e opere pubbliche, ora tocca a Comuni e privati attivarsi per utilizzarli».
























