Da fine febbraio, come stabilisce il decreto 33 dei commissari della sanità Bonamico e Di Giacomo, la Breast Unit del Cardarelli di Campobasso è la struttura unica regionale del Molise e centro di riferimento per la diagnosi e il trattamento chirurgico dei tumori della mammella. Con futuri provvedimenti saranno individuati gli altri hub per il trattamento chirurgico dei tumori tenendo fermo l’obiettivo, si legge nel decreto del 26 febbraio, l’obiettivo di concentrare la casistica trattata per raggiungere le soglie previste dal Dm 70/2015 ovvero dalla letteratura scientifica di riferimento.
La misura di programmazione è stata varata dal commissario e dal sub, e istruita dalla direzione Salute della Regione, anche a valle del confronto con i tecnici del Tavolo di monitoraggio sugli adempimenti al Balduzzi che nella riunione del 19 dicembre scorso prescrivevano di «delineare la rete senologica prevedendo, a decorrere dall’1/01/2026, un’unica Breast Unit presso il presidio ospedaliero Cardarelli, al fine di superare l’attuale frammentazione dell’offerta». Nel verbale, allo stesso capitolo, spicca anche «l’obbligo di non riconoscere rimborsi per attività senologiche con strutture private accreditate operanti sul territorio regionale».
Non solo Emodinamiche (a Campobasso e Isernia, quindi per i tecnici quella di Termoli è da chiudere) e Punti nascita, dunque. Dal Tavolo tecnico è stata confermata anche la richiesta di «ridurre gli esuberi di discipline per bacini di utenza con progressiva riduzione delle Unità operative complesse in eccesso». Una prescrizione che incide sui modelli organizzativi degli ospedali, le Uoc sono i reparti di prima fascia. Mentre la dotazione di posti letto risulta aderente ai criteri del Balduzzi, per i reparti invece sono stati riscontrati disallineamenti che i tecnici chiedono di correggere. Già nelle precedenti riunioni (fra cui quella dell’8 maggio 2025) era stato evidenziato che «su un totale di 40 Uoc realizzabili, si registravano scostamenti dal massimo consentito per 10 discipline» e si disponeva «la preclusione delle procedure di affidamento di incarichi di direzione per le strutture in esubero; per le strutture già assegnate, la previsione di esaurimento degli incarichi, con obbligo di predisporre un cronoprogramma indicante le date di scadenza per singola struttura».
Necessità organizzativa che a una settimana dal Natale scorso è stata ribadita dal gruppo di tecnici guidato dal dg della Programmazione del ministero della Salute, Bargamaschi.
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