Scontro politico-istituzionale sul Consorzio industriale di Bojano. Dopo l’interpellanza discussa in Consiglio regionale lo scorso 17 marzo e le accuse mosse dalla consigliera del Partito democratico Micaela Fanelli – che ha sollevato interrogativi sulla gestione dell’ente, sulla nomina commissariale e su possibili profili di opportunità – arriva la replica dell’avvocato Enrica Verrusio, chiamata in causa anche nelle dichiarazioni diffuse sui social.
Una risposta articolata e dai toni netti, nella quale la commissaria ricostruisce i passaggi che hanno portato alla sua nomina, respinge le contestazioni nel merito e contesta, punto per punto, le affermazioni ritenute inesatte o lesive della propria immagine professionale. Nel documento, Verrusio affronta anche il tema del presunto conflitto di interessi, ribadisce la legittimità dell’azione del Consorzio e denuncia quello che definisce un attacco politico fondato su informazioni parziali e strumentalizzate.
Di seguito il testo integrale della presa di posizione dell’avvocato Enrica Verrusio.
La dottoressa Fanelli nel corso del suo intervento lo scorso 17 marzo in Consiglio regionale sull’interpellanza “Gestione finanziaria del Consorzio per lo sviluppo industriale Campobasso-Bojano” ha affermato delle inesattezze.
Innanzitutto, preciso di non essere in sostituzione di altro commissario ma sono stata nominata dalla giunta regionale a seguito dello scioglimento degli organi consortili per impossibilità degli stessi di operare. Il tutto dipeso da un’opera di opposizione immotivata attuata da quei quattro-cinque sindaci per i quali si è fatta portavoce la dottoressa Fanelli in Consiglio.
L’attacco alla governance del Consorzio origina dall’avvio dell’azione di ripianamento delle perdite alla quale questi sindaci si volevano in qualche modo sottrarre. Tuttavia, ricordo alla consigliera di minoranza, che l’obbligo al ripianamento è previsto dalla legge non costituendo una mera presa di posizione da parte di chi mi ha preceduto. Tra l’altro stiamo parlando di un’attività di recupero sostanzialmente avviata nel corso del 2018 ma che ha trovato origine in una delibera del Consiglio generale del consorzio del 2014. Delibera mai contestata.
Vi è inoltre che le azioni avviate dal Consorzio in sede giudiziale hanno trovato pieno accoglimento dinanzi ai tribunali di Campobasso ed Isernia ed hanno condotto tutte le amministrazioni interessate, tranne una che figura tra i suddetti “oppositori”, alla sottoscrizione di accordi volti al riconoscimento dell’obbligo di legge al ripianamento.
Pertanto, la richiesta della dottoressa Fanelli, in sede consiliare, tesa ad accertare «se esiste un obbligo al non pagamento» costituisce un ossimoro non essendo certamente adatta a chi vuole ergersi a ricoprire un ruolo istituzionale di “protezione” del territorio senza però assumere informazioni valide prima di denigrare un ente pubblico economico costituito per l’industrializzazione dell’area.
L’aspetto è di evidente gravità atteso che gli attacchi portati al Consorzio, non solo sono stati formalizzati in “pubblica piazza” ancora prima della discussione dell’interpellanza consiliare, ma sono stati volontariamente reiterati anche dopo la lettura della relazione tecnica offerta, nel medesimo consesso, dall’assessore Di Lucente.
Appare, quindi, evidente il chiaro riflesso dannoso che detto comportamento è in grado di arrecare sulla struttura organizzativa del Consorzio il quale, nelle sue funzioni, deve essere in grado di attrarre nuovi insediamenti industriali e quindi generare nuovi posti di lavoro.
Assumere a verità oggettiva l’«incapacità dell’ente di rispondere alle istanze del territorio» costituisce conseguente invito alle aziende interessate di non insediarsi nel relativo nucleo ed a quelle già esistenti di non procedere ad eventuali ampliamenti.
Ma ancora. Il richiamo all’ipotesi di una società che avrebbe offerto al Consorzio il riacquisto di alcuni terreni, se da un lato evidenzia chiara ignoranza in materia di funzionamento dell’ente e delle dinamiche sottese alla funzione pubblica alla industrializzazione, dall’altro lascia perplessi in ordine alla conoscenza – parziale e strumentalizzata – di alcune istanze pervenute all’ente da parte di un avvocato collaboratore di un prestigioso studio molisano.
Si sorvola sulla pervicace volontà della dottoressa Fanelli ad ancorare il Consorzio alla disciplina delle società partecipate – aspetto smentito anche in sede giudiziale come riferito in sede di risposta all’interpellanza.
Infine, voglio porre l’accento sull’attacco personale ricevuto dalla consigliera di minoranza che ha leso la mia immagine come donna e come professionista.
Ha introdotto la mia persona attraverso un femminismo linguistico di mera facciata indicandomi come “avvocatessa” o “commissaria” certamente a voler ribadire il valore riconosciuto alla donna sul piano sociale e lavorativo in un rapporto paritetico con l’uomo.
Tuttavia, si è trattato di un mero formalismo atteso che subito dopo ha accostato la mia figura personale e professionale al più bieco patriarcato etichettandomi come «moglie di…» o come «candidata della Lega», o ancora, come legale che si è occupata del ricorso elettorale del centrodestra.
In pratica l’esponente di un partito politico che, per mera facciata, ha fatto sua la difesa dei diritti sociali e la parità tra uomo e donna purché questa non sia ipoteticamente vicina ad opinioni contrarie a quelle del centrosinistra, mi ha dato della raccomandata quindi priva di capacità professionali proprie.
In un attimo, pur non conoscendomi, ha cancellato 20 anni di professione legale e anziché vagliare le mie competenze sulla base del curriculum e delle esperienze maturate, ha preferito gridare al nepotismo per bieche finalità politiche.
Infine, mi rivolgo a quella parte politica di minoranza di cui fa parte la dottoressa Fanelli che attraverso false notizie denigratorie sull’operato del Consorzio, tende a far passare quest’ultimo in uno stato perdurante di crisi finanziaria al solo scopo di farne cessare l’attività. Ribadisco che l’ente si trova in un periodo di forte ascesa, e conferma la si riceve dagli utili registrati negli ultimi bilanci e che trovano riscontro positivo nelle relazioni dei revisori contabili. Il tutto nonostante l’opera di opposizione posta in essere dai suddetti sindaci.
Concludo evidenziando un dato, allo stato certamente già noto alla dottoressa Fanelli, che il Consorzio si è già attivato per agire in sede di risarcimento danni.
Enrica Verrusio
























