La foto del giorno è già cult: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti chino, accovacciato, sulla frana di Petacciato. Cult in tutti i sensi, impazzano infatti i meme. Ma Matteo Salvini ha sempre ben governato la comunicazione social, dei meme magari andreottianamente pensa: purché se ne parli.
Anche perché è arrivato ieri mattina a Petacciato mentre Autostrade per l’Italia riapriva l’A14. Si viaggia su una sola carreggiata, ma in entrambi i sensi di marcia: una corsia verso Sud e una verso Nord. E da stamane tornano a transitare i treni fra Abruzzo e Molise.
Salvini è atterrato in elicottero allo stadio comunale di Petacciato, ad attenderlo il governatore Francesco Roberti, l’assessore ai Lavori pubblici Michele Marone (che è anche consigliere giuridico del vicepremier al Mit), il consigliere regionale Roberto Di Pardo (che di Petacciato è stato sindaco). Prima di recarsi a vedere di persona il ponte crollato sulla statale 16 alla foce del Trigno e poi sulla frana che è ripartita tre giorni fa spaccando l’Italia in due al confine fra Molise e Abruzzo, un fuoriprogramma. Il leader della Lega si è accorto della piccola folla all’ingresso del campo sportivo: anziani residenti impauriti dalla “bestia” – come in paese chiamano la frana attiva da 110 anni – ma anche tanti ragazzini. Strette di mano e selfie. E la raccomandazione di una petacciatese: «Ministro, faccia qualcosa per questo paese».
Quindi, insieme a Roberti e Marone si è recato in territorio di Montenero di Bisaccia per un sopralluogo nel punto dove giovedì scorso è crollato il ponte sul Trigno. Con loro anche, la prefetta di Campobasso Michela Lattarulo, fra gli altri, il comandante regionale dei Vigili del fuoco e tanti uomini del 115 anche dei reparti specializzati che stanno ancora cercando Domenico Racanati, il pescatore pugliese 53enne disperso nel crollo, la sindaca di Montenero Simona Contucci.
Il primo cittadino di Petacciato Antonio Di Pardo ha raggiunto la delegazione istituzionale accompagnandola sul fronte della frana che in queste ore sembra aver arrestato la sua corsa verso il mare. Infine, in Municipio per un briefing con gli amministratori del basso Molise, l’area più colpita (ma non è la sola) dal maltempo dei giorni scorsi. Durante la riunione, insieme al presidente della Regione, Salvini ha sentito anche il primo cittadino di Agnone (e presidente della Provincia di Isernia) in videochiamata. Al centro del breve confronto, l’emergenza viabilità in alto Molise, aggravata dalle nevicate e dagli smottamenti dei giorni scorsi. E il ponte sul Sente che è ancora chiuso. Il ministro si è impegnato ad accelerare, come avvenuto per l’A14 e la ferrovia sulla dorsale adriatica, per consentire al più presto la riapertura del viadotto che è, gli ha ribadito Saia, l’unica infrastruttura che porta fuori la zona dall’isolamento. L’impegno comprende anche un tavolo operativo a breve sull’opera.
«Volevo esserci di persona, adesso torno a Roma, vado in Consiglio dei ministri per lo stato di emergenza in Molise, Puglia, Basilicata e Abruzzo. Il Molise è la zona più colpita.
Ci tengo a ringraziare tecnici, ingegneri, operai che hanno riattivato in tempi record strade statali, autostrada e domani (oggi, ndr) la ferrovia», ha detto Salvini nel punto stampa organizzato nella sede del Comune di Petacciato. Un grande lavoro di squadra, ha proseguito, che ha permesso di scongiurare le previsioni pessimistiche della prima ora, quando sembrava che il Molise dovesse rimanere isolato per mesi. Il nuovo ponte sul Trigno entro l’anno, ha assicurato, e l’A14 resta gratis.
Davanti al Municipio anche una delegazione della Uil regionale con i rappresentanti di numerose categorie, dalla Uil Trasporti alla Feneal, dalla Uil Scuola alla Uiltuscs. Con loro il ministro si è confrontato e ha condiviso la necessità di avviare prima possibile i lavori del progetto di mitigazione della frana, i cui lavori stavano per essere appaltati. La frana è stata più veloce, anche perché l’accelerazione degli ultimi mesi nelle procedure avrebbe dovuto recuperare un ritardo di dieci anni (i fondi sono stati stanziati con una delibera Cipe del 2017).
rita iacobucci























