Il ‘guaio’ lo ha fatto il titolo del Corriere della Sera. Molise virtuoso, a Pasqua in Molise zero contagi.
In realtà nei due giorni festivi sono stati processati pochi tamponi, garantite le urgenze, le squadre che li effettuano e i medici del laboratorio hanno tirato il fiato. Ma il Pd non ci sta: «Nei giorni di Pasqua in Molise non è stato processato alcun tampone. Zero. Ed è ovvio che con zero tamponi emergano zero nuovi casi positivi. Avrebbe dovuto essere la stessa Regione a dare comunicazione di questa assenza di nuovi tamponi processsati, che non è avvenuta, e questo ci spinge a rinnovare le perplessità sulla gestione dell’emergenza da parte del nostro governo regionale e della nostra azienda sanitaria, che sino ad oggi ci hanno regalato il non onorevole primato di essere la regione che al sud Italia ha, in percentuale, più casi positivi». Così il segretario regionale dem Facciolla, che poi ha elencato: in Molise 87 casi ogni 100mila abitanti, in Puglia 77 ogni 100mila, in Sardegna 68, in Campania 64. E così via.
Tamponi a tappeto e medicina sul territorio, ha ricordato così le proposte del partito, di contro Facciolla ha denunciato: l’Asrem fa pochi test ed è in ritardo sull’attivazione delle Usca. «Inoltre i vertici Asrem e della Regione Molise continuano nella linea ‘suicida’ degli ospedali promiscui mentre invece in tutte le altre regioni d’Italia si sono ben differenziati i percorsi e le strutture sanitarie dedicandone alcune esclusivamente al trattamento dei pazienti Covid».
Il governatore Toma, ospite del tg di Teleregione, ha risposto ieri anche a queste critiche. Tra le altre cose ha sostenuto: «Non è il tempo di fare opposizione con questa virulenza. Cercheremo di trovare un vaccino anche per la minoranza, che esercita il suo ruolo in un modo secondo me non politicamente corretto. Quanto ai tamponi, li stiamo facendo e stiamo andando verso i 3mila. Poi se vogliamo demolire quel che fa chi governa possiamo dire di tutto. È legittimo che il Pd dica questo. Ma dovrebbe dire qualcosa al suo governo che ci sta creando parecchi problemi perché c’è confusione a livello nazionale». Anche Toma avrebbe da ridire sul Conte bis, in sintesi, ma non lo fa perché in guerra il fronte deve restare unito. «Non contesto il governo – ha concluso – perché in questo momento dobbiamo fare squadra».















