La surroga? «Una norma che non mi è mai piaciuta, l’ho detto appena sono stato eletto. La ritenevo per certi versi incostituzionale. Il Consiglio l’ha cancellata in maniera compatta: 18 voti su 21».
Donato Toma tira le somme dopo la maratona sul bilancio. L’amore coi 5s? Finito prima di cominciare, assicura il governatore. La settimana prossima, la ‘nuova’ giunta. Sarà quella vecchia, salvo che per Mazzuto? «Dipende dai gruppi, li interpellerò e farò mie le loro indicazioni».
Presidente, ripartiamo dalla surroga che tra qualche ora – con la pubblicazione sul Burm della legge di stabilità – non ci sarà più.
«L’abrogazione è stata votata da 18 consiglieri su 21. Capisco il no di Facciolla e Fanelli che la appoggiarono nella scorsa legislatura. Non quello di Iorio, o meglio lo posso capire sotto il profilo umano quando dice che si era instaurato un rapporto con i sostituti. Ma chiunque potrebbe trovarsi a fare il consigliere surrogato. Sono valutazioni che nella scelta sulle norme, per noi che siamo legislatori, non dovrebbero incidere. Curiamo interessi generali non particolari».
Quali sono i ‘contro’ della surroga che a lei non è mai piaciuta?
«Partiamo dal principio: io nomino Pallante assessore ed entra Di Sandro, nomino Iorio assessore ed entra Scuncio. Faccio esempi con nomi veri, ma sono meri esempi. Entrano i sostituti. Che significa? Che io non posso cambiare più l’esecutivo? Non c’è un diritto del surrogato a fare il consigliere regionale. Si è detto in questi giorni: non si può eliminare la surroga e applicare la modifica subito, non si cambiano le regole in corso di partita. Allora, altro esempio: modifichiamo la legge elettorale riguardo al collegio, torniamo alle due circoscrizioni precedenti. Oppure, abbassiamo o alziamo il quorum. In questi casi, applicando la legge subito si altererebbe la composizione dell’Assise. È chiaro che modifiche del genere dovrebbero andare in vigore dalla prossima legislatura. Ma questo non vale per la surroga. Perché non fa acquisire un diritto a restare consigliere regionale. Ultima ipotesi. Non azzero né cambio la giunta e votiamo l’abolizione della surroga: i supplenti sarebbero rimasti in Aula fino a quando io non avessi cambiato l’esecutivo. In conclusione: la modifica non è una legge contra personam, assolutamente. Che motivi avrei poi avuto, contro chi? È stata una scelta politica, tutto qua».
D’accordo. E perché proprio adesso?
«Ho azzerato la giunta perché volevo un pronunciamento compatto sul bilancio. Avendolo già votato così in giunta, gli assessori lo avrebbero approvato così in Aula o non avrebbero preteso variazioni che non fossero state concordate con me. Quando abbiamo preparato gli emendamenti, poi, ci siamo resi conto che abolendo la surroga, oltre a fare giustizia di una norma che tiene sotto scacco il supplente, fortemente influenzabile da parte dell’assessore, avremmo tolto anche un meccanismo che in questi due anni non ha funzionato bene. Perché i portatori di interesse erano quattro in più, dovevo ragionare con gli assessori e coi sostituti. Che avevano la possibilità di cambiare gruppo. Quindi, supponiamo che tutti i surrogati fossero confluiti nel gruppo di Iorio – è sempre un esempio -, a quel punto mi avrebbero detto: togli un assessore a Forza Italia perché ora noi siamo cinque? Insomma, la surroga genera di per sé instabilità. E il Consiglio si è ricompattato alla grande, 12 voti dalla maggioranza, L’esigenza di stabilità era evidentemente sentita da tutti».
A quando la nuova giunta?
«Sto preparando i decreti, ma a questo punto la settimana prossima. Oggi comunque ho riunito l’esecutivo. Abbiamo svincolato 9 milioni che ci servono per avviare il piano da 58 milioni».
Prima riunione dell’assessore Tiberio. La prossima settimana lo farà tornare all’incarico di capo della sua segreteria politica?
«Penso di sì. È stato un buon assessore. Rivedremo tutto, la giunta sarà almeno a quattro».
Siamo tutti convinti che sarà quella ‘vecchia’.
«Dipende dai gruppi. Interpellerò i gruppi che sono quelli che c’erano prima e farò mie le loro indicazioni».
Non c’è più il gruppo della Lega di fatto.
«Per adesso la casella rimane vuota. Devo fare delle considerazioni politiche un po’ più impegnative. Rispetto al quadro nazionale ma anche al fatto che il gruppo esiste. Non è Lega ma esiste».
Ha eliminato la surroga insieme ai 5 Stelle.
«Era previsto dal maxiemedamento e da un loro emendamento che però sarebbe decaduto dopo il voto sul nostro. Quello è sempre stato un loro tema e non volevo soffiarglielo. Il capogruppo dei 5 Stelle mi ha chiesto di firmare insieme solo quel punto. Ho sentito ai miei, erano d’accordo e lo abbiamo fatto. È un atto di generosità di cui mi sono pentito abbondantemente durante le dichiarazioni finali dove, pur dandomi atto di un’apertura, me ne hanno dette di tutti i colori. C’era poi l’altro nostro emendamento che tagliava i fondi a tutti i gruppi, non solo al loro, certo in relazione al numero dei consiglieri. I 5s hanno presentato moltissimi sub emendamenti a quella proposta, per convincerci a ritirarla evidentemente. E oltre 50 emendamenti su tagli a vari organi. Saremmo stati lì per giorni, mentre il bilancio era bene approvarlo prima possibile. Ci hanno chiesto di ritirare l’emendamento sul taglio ai gruppi e lo abbiamo fatto, anche se avevamo i numeri per farlo passare e bocciare tutti i loro che hanno poi ritirato. In conclusione, comunque, i 5 Stelle votano la surroga con me e poi votano no alla legge di stabilità. Infine si vantano degli 800mila euro di risparmi: affidabilità e coerenza!».
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