Nel primo pomeriggio il sospiro di sollievo. La fine di una grande paura, non solo di Vittorino Facciolla e dei suoi familiari ma di tutti coloro che in questi giorni – colleghi, dirigenti, funzionari e operatori – hanno preso parte ai lavori del Consiglio regionale.
Il segretario del Pd ha accusato stanchezza e malessere durante l’ultima seduta. Poi, nella notte fra giovedì e venerdì, febbre alta. Trasportato dal 118 al Cardarelli dove il tampone ha dato esito negativo. Ma per una mattinata intera il clima era surreale, di apprensione per Facciolla e tensione emotiva, preoccupazione. Una reazione assolutamente umana.
È stato lui stesso, il consigliere dem, a ufficializzare che il test non aveva riscontrato l’infezione da Sars-Cov2. Lo ha fatto con un post su Facebook. Social su cui, è impossibile non notarlo, pure stavolta a corredo degli articoli delle testate online si è scatenata una gogna che non ha risparmiato accuse – dal raccomandato perché politico e quindi subito sottoposto a tampone all’interpretazione del piano di gestione dell’emergenza e quindi perché al Cardarelli e perché non è rimasto a casa – e veleni oggettivamente fuori luogo. Poi Facciolla ha inviato un comunicato alle redazioni spiegando che a causa di una febbre molto alta che lo ha colpito giovedì «i medici hanno ritenuto di ricoverarmi presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso e sottopormi a tampone». La nota per «comunicare e rassicurare tutte le persone che erano a conoscenza di questa situazione, a tutti coloro che mi hanno fatto sentire la loro vicinanza in queste ore, amici, colleghi, politici e avversari politici, che il risultato del tampone, arrivato pochi minuti fa, ha dato esito negativo». Poi il grazie di Facciolla a «tutti i sanitari, i medici e gli operatori che continuano a compiere il loro lavoro con passione e abnegazione nonostante non sia mai stato rischioso come in questo momento e siano sottoposti a turni estenuanti. Io faccio ritorno a casa ma non posso non rivolgere un pensiero a tutti coloro che in queste ore stanno lottando contro il Covid19, a loro va il mio augurio di pronta guarigione».
Il presidente del Consiglio Salvatore Micone ieri mattina ha avvisato tutti coloro che avevano preso parte alle sedute, che comunque si erano svolte con pochi consiglieri in Aula (visto che si è optato per il sistema misto) e osservando le regole di distanziamento e l’utilizzo di dispositivi di protezione come le mascherine.
«Appena ho saputo, ho dovuto avvertire tutti. Abbiamo poi atteso perché in base al risultato si sarebbe attivato o meno il protocollo», spiega Micone. Se Facciolla fosse risultato positivo, i suoi contatti diretti sarebbero stati sottoposti a test, la famiglia certo. Ma anche chi in questi ultimi giorni è stato a stretto contatto con lui. «Nell’attesa l’ho chiamato naturalmente e mi ha rassicurato: a parte la febbre alta non aveva avuto altri sintomi. Poi il sospiro di sollievo, di cui sono e siamo tutti molto contenti», ancora Micone. «Magari la febbre alta è per la stanchezza. In questi giorni poi abbiamo tenuto le finestre aperte in Aula proprio per lavorare nella massima sicurezza. L’importante adesso è che sia tutto risolto. A Vittorino Facciolla e alla sua famiglia, alle sue figlie in particolare, esprimo tutta la mia vicinanza. È un collega – conclude Micone – ma è soprattutto un amico».
r.i.














