Conta di riuscire a pubblicare sul Burm entro oggi, o comunque nel giro di poche altre ore, i provvedimenti di bilancio che contengono anche l’abolizione della surroga dalla legge elettorale per poi ricostituire l’esecutivo. Con assessori che a quel punto sono pure legittimamente consiglieri. Giunta a quattro entro questa settimana e casella della Lega congelata fino a dopo l’estate.
Per questo, oggi Donato Toma farà un giro di telefonate ai capigruppo: li ascolterà tutti, in ordine di risultato elettorale, chiedendo loro se le indicazioni restano quelle di due anni fa: Cavaliere e Di Baggio per Forza Italia, Cotugno per Orgoglio Molise e Niro per i Popolari. I bookmaker scommettono sulla conferma dei quattro, circola solo insistentemente un’ipotesi staffetta per Orgoglio Molise. Cotugno indica Paola Matteo per la giunta e lui resta consigliere oppure l’assessore al Turismo, una volta tornato tale, si dimette per far tornare la prof in Consiglio. È un’ipotesi, dice Toma.
Che non crede al ‘siluro’ che gli avrebbe destinato Jari Colla. «Se fosse vero ne sarei molto meravigliato», aggiunge il governatore. Che però tre o quattro giorni fa ha ricevuto un messaggio da Matteo Salvini. Se la Lega non è in giunta, lo ha avvertito il leader, faremo opposizione su tutto il territorio. Questo il senso del messaggio. «Io ho risposto conciliante: avremo molto da ricostruire insieme», spiega il numero uno di Palazzo Vitale.
La sera in cui revocò la giunta, rivela, ebbe un confronto telefonico con il commissario Colla. Gli spiegò che aveva esigenza di stabilità. Mazzuto nell’esecutivo, la sua permanenza e non quella della Lega, non gliela garantivano. E così la surroga. Colla fece le sue rimostranze. Ma tutto finì lì. Poi le voci sull’editto del Carroccio: segnalare errori e criticità della giunta Toma. Insomma, fare opposizione come Salvini ha detto nel messaggio. È davvero l’inizio di una guerra? O un atto dovuto nei confronti dell’ex assessore e per salvare almeno la faccia?
Toma, dal canto suo, considera la Lega in maggioranza. Non risponde alle ostilità. Anche se puntualizza: «Io sono stato leale quando sono stato commissariato in sanità, e Salvini governava coi 5s. Quando sono state espulse le due consigliere senza che io ne fossi informato almeno per capire cosa avrebbe comportato in maggioranza una scelta del genere. Quando abbiamo perso a Campobasso. Ho difeso Mazzuto a lungo, sempre. Ora, io non dimentico che ho vinto anche per i voti della Lega e la considero un mio alleato. Se ci sono istanze dei leghisti, possono dirle a me. Sono il garante delle posizioni della maggioranza in giunta. Il Carroccio è stato ed è un pezzo importante della mia maggioranza».
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