Il rientro massiccio di molisani dal Nord e non solo, atteso anche in Molise, preoccupa il presidente della Regione Donato Toma. Preoccupazione condivisa con l’unità di crisi che si è riunita ieri sera proprio per verificare l’incidenza del rischio sul contenimento, finora riuscito, dei contagi da coronavirus sul territorio.
La linea sembra tracciata. Il governatore si appresta a firmare una nuova ordinanza, di fatto una quarantena per chiunque rientri in regione. E probabilmente da ‘ovunque’. Non si conoscono ancora tutti i dettagli e i criteri che saranno fissati, anche rispetto ai tempi. Ma prima della riunione del tavolo a cui partecipano tra gli altri anche i prefetti, i presidenti delle Province e il sindaco del capoluogo Campobasso – oltre all’Asrem e ai componenti del comitato tecnico scientifico – Toma ha consegnato a Primo Piano la volontà di non vanificare gli sforzi fin qui fatti dai molisani: «Se i loro sacrifici sono a rischio faremo nuovi provvedimenti in vista del 4 maggio», ha detto. Per una completa valutazione del rischio, aveva chiesto all’azienda sanitaria una relazione su quanto e come la possibilità di far rientro al proprio domicilio o alla propria residenza, dopo due mesi di lockdown trascorsi lontano da casa, inciderebbe sull’incremento potenziale della curva epidemiologica.
Dunque, davvero la fase 2 che si avvia lunedì non sarà un ‘liberi tutti’. Il provvedimento di Toma è atteso per la giornata di oggi. E sulla stessa strada si sono mossi o si stanno muovendo altri colleghi presidenti soprattutto del Sud. Nel pomeriggio, anche la capogruppo del Pd in Consiglio regionale Micaela Fanelli gli aveva chiesto di intervenire su «due esigenze diverse, ma ugualmente urgenti».
La prima, la messa in quarantena per chi, dopo il 4 maggio rientrerà in Molise. «Al fine di evitare il rischio di nuovi contagi da Covid 19, infatti, sarebbe quanto mai opportuno che anche la nostra Regione, sulla scorta di quanto deciso nella vicina Puglia, imponesse l’obbligo di quarantena per 14 giorni a tutti coloro che rientreranno in Molise nei propri domicili, abitazioni o residenze, dandone comunicazione alle autorità competenti. Una ulteriore misura di contenimento sociale certamente afflittiva, ma indispensabile per tutelare la salute e l’incolumità pubblica, alla luce dell’alto numero di contagi che continuano a registrarsi soprattutto in alcune regioni del Nord Italia». Così Fanelli. La seconda: la possibilità data ai cercatori di tartufo molisani, di poter riprendere la propria attività all’inizio della stagione, rispettando tutte le attuali disposizioni di sicurezza e di distanziamento.
r.i.

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