La sua guerra contro i vertici dell’Asrem non è finita ora che i manager sono cambiati. Protagonista di una lunga battaglia ai tempi in cui il dg era Pirazzoli e il direttore sanitario la Arcaro, Angelo Di Stefano è tornato all’attacco.
Ieri, durante una conferenza stampa, l’ortopedico del Cardarelli ha illustrato il contenuto di una decisione del giudice del lavoro che gli ha dato ragione e ha riaperto la sfida con chi guida l’azienda sanitaria.
Si era rivolto al tribunale contro un provvedimento dell’Asrem che il dottore giudicava lesivo della sua professionalità. «Dal gennaio 2015 ad oggi – ha spiegato – sono stato demansionato, che significa che mi hanno tenuto chiuso in una stanza a non fare assolutamente niente e l’assurdo di tutto questo è che io sono stato pagato e ho dovuto fare ricorso al tribunale del lavoro per… lavorare. Ho chiesto all’Asrem di attuare la decisione. La risposta è che il reparto che dirigevo precedentemente è stato chiuso, senza avvisare nessuno, e quindi io sono ancora in attesa di ricevere quelle che sono le mie mansioni».
Aspra poi la sua critica al riordino in atto e che sta interessando proprio l’ospedale regionale.
«La sanità, come ho sempre detto, è una cosa molto seria. Ho fatto delle denunce gravissime e credo nella giustizia, ora ancora di più avendo avuto questa sentenza favorevole. Mi auguro – ha aggiunto – che anche la procura faccia i suoi passi. Io ho fatto denunce abbastanza gravi e stranamente mi danno ragione. Faccio l’esempio della denuncia per la non realizzazione dei Lea, che ho fatto a luglio del 2016 e oggi perfino il ministro ci viene a dire che i Lea in Molise non sono realizzati. Per questo vorrei invitare gli organi competenti, chi deve tutelare la salute dei cittadini – e mi riferisco alla procura della Repubblica – ad intervenire perché abbiamo persone non solo incapaci e non hanno i titoli per ricoprire quei ruoli».

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