Nessuna reazione ufficiale. Ma i telefoni di segretari e portavoce dei partiti di centrodestra sono stati bollenti per l’intera giornata di ieri. L’intervista in cui Michele Iorio di fatto parla già da candidato presidente, e anzi dice senza mezzi termini che se la coalizione vuole avere chance di vittoria deve affidarsi a lui, ha fatto discutere.
Fa sul serio? Andrà anche da solo, rompendo definitivamente con lo schieramento che lo ha visto governatore per 12 anni? O, invece, in questo caso si tratta di un dissidio politico quindi componibile in un accordo più ampio su regionali e politiche?
Domande. Per ora dal centrodestra arrivano intanto risposte sulle prossime mosse degli alleati di Direzione Italia (il partito di Iorio). Per esempio, il movimento di Gaetano Quagliariello Idea, guidato in Molise da Maurizio Tiberio, si prepara a calare sul tavolo la sua rosa di nomi. Una terna, pare si tratti di due uomini e una donna, che Idea mette a disposizione del ragionamento della coalizione sul percorso che porterà alla scelta del leader per le regionali 2018. Su quel tavolo c’è già la proposta di Fratelli d’Italia, che ha avanzato la candidatura del coordinatore regionale Filoteo Di Sandro, e quelle ufficiose di Iorio appunto e Michele Marone. Il nome del capo di Energie per l’Italia circola da tempo come papabile.
Il partito più grande, Forza Italia, non replica alle affermazioni dell’ex presidente. Anzi, proprio ieri la coordinatrice Annaelsa Tartaglione ha fatto partire la convocazione per l’assemblea aperta che a Isernia concretizzerà il primo passo di quell’Opa lanciata su movimenti civici e forze politiche che si ritrovano nei valori del centrodestra. Il 26 settembre a Isernia l’avvio di un percorso che il tavolo vuole il più partecipato possibile e che porterà – questo l’obiettivo dichiarato da Tartaglione – ad una piattaforma di proposte con cui presentarsi agli elettori.
Ci sono delle regole. Per esempio, filtra dai bene informati, se al tavolo siede già Direzione Italia non si potrà duplicare la rappresentanza con Insieme per il Molise, il movimento fondato da Iorio infatti ha aderito al partito fondato da Fitto. Stesso criterio per Energie per l’Italia, rappresentato da Marone, e Azione civica Molise di cui lo stesso Marone è stato promotore e che poi nel movimento di Parisi ha trovato collocazione.
Fin qui i paletti per chi è già ‘dentro’ il ragionamento. Per il resto, massima apertura. Interlocutori principali, di questa assemblea aperta e degli altri appuntamenti che la seguiranno, sono Coscienza civica di Massimo Romano e i Popolari per l’Italia di Niro. Se sono già pronti o se troveranno nel primo lavoro sulle proposte programmatiche, saranno i benvenuti, dicono da Forza Italia.
Si parte con un manifesto, con vari ‘chiodi’ (punti chiave) che poi – se condivisi e sviluppati da tutti – concretizzeranno il programma da sottoporre ai cittadini: il contratto con i molisani, come il contratto con gli italiani di Berlusconi, spiega la coordinatrice. «Insieme agli altri partiti e movimenti, nell’ultima riunione del tavolo di coalizione, abbiamo deliberato questa apertura – dichiara Tartaglione – Un’Opa sui civici, sulle forze politiche. È il nostro modo per riavvicinare gli scontenti, scontenti anche da un centrodestra che non ha saputo rinnovarsi e che ora vuole invece rilanciare proposte concrete per il Molise costruite da chi c’era già e da chi trova adesso gli stimoli per dare il suo contributo».

 

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