Inquinamento. Un primo passo è stato mosso: venerdì mattina l’assessore all’Ambiente della Regione, Andrea Di Lucente, ha incontrato i sindaci della Piana (Venafro, Sesto Campano, Pozzilli e Montaquila). Al summit, oltre il livello politico-istituzionale, erano presenti i tecnici dell’Arpa e della Regione.
Nel corso dei lavori si è discusso degli interventi da attuare immediatamente e di quelli a medio e lungo termine.
Sugli sforamenti di PM10, oggetto del vertice – riferiscono dall’Assessorato –, vanno subito messe in campo una serie di iniziative. In tal senso i sindaci hanno chiesto un confronto con la Prefettura di Isernia.
Per quel che concerne «gli interventi più strutturali che proseguiranno per tutto il 2024, la Regione è già al lavoro attraverso un programma stilato insieme al Mase (ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica)».
«Ora – così l’assessore regionale all’Ambiente, Andrea Di Lucente – servono risposte immediate. Gli sforamenti devono essere limitati con misure urgenti. Gli interventi che farà la Regione avranno un impatto a lungo termine perché interverremo su aspetti strutturali. Sull’immediato – ancora Di Lucente – abbiamo chiesto ai sindaci la loro opinione e le loro idee su aspetti come le limitazioni al traffico, le domeniche ecologiche o azioni forti (anche se limitate nel tempo) per abbassare i livelli di PM10». E proprio su questo aspetto, gli amministratori «ci hanno detto» che prima di agire «vogliono avere un confronto con il prefetto di Isernia. Per questo motivo, stiamo organizzando al più presto un tavolo in Prefettura».
Di Lucente ha anche reso noto l’imminente chiusura un accordo tra l’assessorato all’Ambiente e il Ministero proprio per interventi sulla Piana di Venafro.
«La prima cosa da fare – ancora l’assessore – è avviare un monitoraggio costante, che andrà avanti un anno, per capire da dove viene questo inquinamento. Lo faremo con le centraline di Arpa e con le nuove apparecchiature che abbiamo acquistato. Vogliamo arrivare a tracciare le particelle inquinanti per capire da dove arrivano. Poi, dati alla mano, intervenire. Adesso stiamo ragionando come fossimo al buio: andiamo a tentoni, ragioniamo sul sentimento e ragioniamo sempre sull’emergenza. Al contrario, dobbiamo prevenire gli sforamenti, agendo sin dai primi mesi dell’anno, dobbiamo capire da dove vengono e attuare soluzioni che siano strutturali. È questo – in conclusione l’assessore – l’approccio che vogliamo avere: darci un metodo scientifico di lavoro».

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