L’emergenza peronospora, il patogeno noto come il killer della vite, ha colpito nel 2023 soprattutto le regioni adriatiche. «Ma l’epicentro del disastro – hanno detto i rappresentanti del comparto vitivinicolo nell’incontro che si è svolto ieri mattina a Palazzo Vitale – è qui da noi, in Molise». Se infatti la contrazione della produzione media in Italia è pari al 13%, in Molise si è toccato l’80% in meno.
Quasi azzerata, quindi, la raccolta di uva e di conseguenza la produzione di vino. In termini economici, un danno da 26 milioni di euro, che l’assessorato all’Agricoltura ha quantificato all’esito di una ricognizione e che la giunta ha notificato al ministero guidato da Francesco Lollobrigida per ottenere i risarcimenti.
Impossibile che da Roma arrivi l’intera somma, ha detto il governatore Francesco Roberti ai rappresentanti delle cantine, del distretto del vino Molise e delle organizzazioni agricole di categoria. L’obiettivo però, ha aggiunto, è portare a casa un contributo nazionale del 50% del danno e intervenire con misure regionali integrative, come le agevolazioni a cui sta lavorando Finmolise, in modo da arrivare a un ristoro complessivo di circa 20 milioni di euro. Che per il comparto rappresenterebbe comunque ossigeno.
A disposizione al momento – ha riassunto l’assessore Salvatore Micone – c’è un decreto del ministro Lollobrigida che ha stanziato complessivamente 7 milioni per i primi aiuti, ma questi vanno suddivisi per tutto il territorio interessato dalla diffusione del patogeno (causata dalle piogge intense della scorsa primavera e in generale dagli effetti dei cambiamenti climatici). In Finanziaria è stato inserito un fondo nazionale per le emergenze che vale in totale 300 milioni, però è a sostegno anche di altri settori produttivi. Una coperta oggettivamente corta rispetto alle esigenze dei vitivinicoltori molisani. «Tantissime aziende non sono riuscite a produrre affatto», ha rilevato nel suo intervento il presidente del distretto del vino. I numeri di dettaglio del “disastro” sono stati sviscerati dai rappresentanti delle cantine San Zenone e Cliternia. Fondamentali, per gli operatori del vitivinicolo, la tempestività nelle risposte e un cronoprogramma certo.
A breve, ha assicurato Micone, si svolgerà un tavolo di confronto col ministro Lollobrigida a cui sarà rappresentata la situazione di estrema difficoltà del settore e chiesto un adeguato ristoro dei danni. «Il ministro Lollobrigida lo ha già fatto con l’Abruzzo, con le Marche e sta proseguendo questo percorso. Arriverà a breve la convocazione anche per noi. Per questo abbiamo voluto un confronto con i rappresentanti territoriali del comparto».
Il governo Meloni, ha rassicurato Roberti, «ha dimostrato sensibilità per quanto riguarda il disavanzo della Regione, a maggior ragione sono convinto che comprenderà l’esigenza di aiutarci rispetto alle difficoltà che vivono le nostre aziende».
Alla riunione che si è tenuta nella Sala Parlamentino di via Genova hanno preso parte anche il sottosegretario alla presidenza della giunta Vincenzo Niro e l’amministratore di Finmolise Domenico Fagnano.
Come gli altri comparti produttivi dell’agricoltura, anche il vitivinicolo sconta le lungaggini burocratiche e i ritardi nei pagamenti. «Da qualche giorno abbiamo rafforzato la struttura in termini di personale – ha concluso l’assessore Micone – Quando ci siamo insediati c’era una sola unità a tempo determinato, ne abbiamo aggiunte quattro».

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