Prima, la proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni per la regia di Simone Manetti (preceduto dal messaggio dei genitori del giovane ricercatore ucciso dieci anni fa in Egitto). Poi, una tavola rotonda curata dal prof Giuseppe Maiorano sul tema della libertà della ricerca e la chiusura affidata alla musica (nel quartetto d’eccezione suonerà anche il prof Matteo Luigi Napolitano).
Giovedì 7 maggio, a partire dalle 9 nell’Aula Magna d’Ateneo a Campobasso, Unimol renderà omaggio a Regeni con una delle 76 tappe (tanti gli atenei che hanno aderito) dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa a livello nazionale dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo.
«L’Università degli Studi del Molise – ha dichiarato il rettore Giuseppe Peter Vanoli quando qualche settimana fa ha annunciato l’iniziativa – considera fondamentale mantenere viva la memoria di Giulio Regeni e trasmettere il suo esempio di impegno per la libertà di ricerca, come richiamo ai valori della cultura, della conoscenza, della responsabilità civile».
«La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia – le parole della senatrice Cattaneo – non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a “fare cose” attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso».
«Siamo onorati e grati per questa iniziativa – il commento dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni – che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che è compiuta su di lui».

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