“San Giuliano ha insegnato a tutti che solo le azioni dell’uomo possono portare un terremoto ad essere mortale, oppure, come accade in tanti altri Paesi che convivono con questo incubo, decisive per salvare migliaia di vite umane”: dure le parole del presidente del consiglio regionale Vincenzo Cotugno durante il discorso nell’assise speciale di questa mattina per commemorare le vittime del terremoto di San Giuliano di Puglia. Sono trascorsi 14 anni, ma la grande questione che quella tragedia ha sollevato resta ancora in piedi: la sicurezza degli edifici, soprattutto delle scuole.
“Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che la maggior parte delle costruzioni, tra le quali molti edifici scolastici, non sono sicure dal punto di vista sismico. Occorre mettere in atto azioni tese a riconsiderare le priorità dell’intero Paese, che non possono non coincidere con la sicurezza e la tranquillità della popolazione italiana” ha detto ancora Cotugno.
Il ricordo delle vittime del crollo della scuola elementare Jovine quest’anno si intreccia con il sisma che ha colpito il Centro Italia e che solo ieri ha portato nuova distruzione: “Il terremoto che ha colpito ancora le popolazioni dell’Italia centrale ci porta con maggiore commozione a ricordare le piccole vittime di San Giuliano di Puglia, a 14 anni da quel drammatico giorno. Allora, per San Giuliano di Puglia – ha proseguito – le istituzioni si mossero con grande velocità nel tentativo di riportare quanto più velocemente alla normalità una popolazione distrutta dalla perdita di un’intera generazione di ragazzi. La fase della ricostruzione è ancora in corso, l’auspicio è che in breve tempo i segni del sisma, quelli materiali, siano definitivamente cancellati. Ma la paura e lo sconforto che abbiamo scorto dai volti della gente che da due mesi sta convivendo con il dramma del terremoto ci porta a considerare con maggiore forza la necessità della prevenzione e della sicurezza degli edifici, pubblici e privati”.

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